Chiudi

Ricerca

Ricerca

Arrivederci

Il mio ultimo giorno in via Padova.

Venerdì 30 settembre – In questo blog ho sempre evitato di parlare di me per il semplice motivo che è dedicato a via Padova. Oggi però devo fare un’eccezione perché è una giornata particolare. Almeno per me: è l’ultimo giorno che sto in via Padova. Da lunedì torno in pianta stabile nella mia redazione di Terre di mezzo – street magazine. Non è una fuga. Anzi, in via Padova mi trovo bene. Il motivo è più banale: scadono i 10 mesi che avevamo previsto di dedicare a questo quartiere. 

Non è però un addio. Continuerò per un po’ ad aggiornare il blog, in attesa che un gruppetto di persone ne prenda l’eredità. Persone che in via Padova ci abitano.

Torno in redazione consapevole di essere un giornalista fortunato. L’informazione oggi è sempre più veloce, non si ha mai tempo per approfondire. Io invece ho potuto passare le mie giornate in questa via per raccontarla dal di dentro. Spero di essere riuscito a trasmettere l’idea di quanto sia ricca di umanità e di cultura. Certo ci sono tanti problemi, sono quelli che si vedono per primi. Ma se si scava più a fondo (come ho cercato di fare) si trovano tante storie di persone che con determinazione li affrontano. Non sono eroi, ma persone normali, che amano il quartiere in cui vivono. In questi dieci mesi non ho mai incontrato qualcuno che mi dicesse: “Non vedo l’ora di andarmene”.

Voglio ringraziare i miei colleghi di Terre di mezzo. In particolare Elena Parasiliti, Miriam Giovanzana e Fausto Trucillo che hanno progettato questa esperienza. E poi Andrea Rottini, Ilaria Sesana e Giulia Genovesi che si sono sobbarcati un po’ del lavoro di redazione che sarebbe spettato a me. Questa lunga inchiesta su via Padova non sarebbe stata possibile senza di loro.

Mi piace ricordare, inoltre, che ho potuto fare il giornalista di quartiere grazie a Rane Volanti, progetto di coesione sociale finanziato dalla Fondazione Cariplo che coinvolge 12 associazioni della zona. E la mia riconoscenza va soprattutto alla Cooperativa Comin che mi ha ospitato.

Torno in redazione con un vivo senso di gratitudine per coloro che mi hanno dedicato del tempo e aiutato a capire, per coloro che mi hanno aperto la porta di casa e permesso di entrare nella loro vita. 

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

Prossime uscite

consigliato da noi

Nessun prodotto nel carrello.