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Dario Paladini (giornalista)
redazione@terre.it
  • Laboratori

    Presentazione della Leva civica, periodo di volontariato per i giovani del quartiere.

    Diventa volontario, farà bene a te e al tuo quartiere. È questo il senso di "It's on Mi", iniziativa di alcune associazioni e del Consiglio di zona 2 di Milano. Ai giovani tra i 15 e i 25 anni propongono la Leva civica, ossia un periodo di volontariato in 15 associazioni che gravitano intorno a via Padova e che si occupano di diverse tematiche: dalla tutela dell'ambiente al doposcuola per i bambini all'educazione interculturale attraverso la musica. Martedì 17 gennaio, dalle ore 18.30 alle 20, nella parrocchia di San Giovanni Crisostomo (via Cambini, 10), i giovani sono invitati per un aperitivo: oltre a bibite e stuzzichini, troveranno i banchetti delle associazioni che spiegheranno le loro attività. Non è

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  • Attualità

    Il campo rom di via Idro chiuderà.

    Venerdì 30 dicembre - Cambio di marcia del Comune di Milano sul campo rom di via Idro. La Giunta Pisapia ha intenzione di abbandonare il progetto, ideato dalla Moratti, di trasformarlo in un campo di transito. "Non ci sembra che l'area sia adatta a questo scopo", ha detto Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e alla coesione sociale, nell'incontro che si è tenuto ieri sera, 29 dicembre, nei locali dell'associazione Villa Pallavicini. Il progetto, dal costo di oltre 4 milioni di euro e finanziato con il cosiddetto Piano Maroni, prevedeva la realizzazione di piazzole e servizi per la sosta temporanea di rom e sinti di passaggio. Ipotesi sempre osteggiata dalle associazioni del quartiere di via Padova, dal Consiglio di zona 2 e anche dagli stessi rom harvati (sono 115 e tutti cittadini italiani) che ci abitano dal

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  • Attualità

    Asfa Mahmuod, direttore del centro islamico di via Padova: "È l'occasione per pregare e riflettere sulla figura di Gesù".

    Venerdì 9 dicembre - "Anche per i musulmani il Natale è una festa importante". Parola di Asfa Mahmoud, direttore della Casa della cultura islamica di via Padova 144. Ed è quanto va ripetendo ai fedeli che si recano ogni giorno nel vecchio garage che funge da sala di preghiera o nella palestra di via Cambini, dove al venerdì si ritrova quasi un migliaio di fedeli. 

    Capita spesso che sotto Natale ci siano scuole che non allestiscono il presepe o nella consueta recita dei bambini non utilizzano canti religiosi per non urtare la suscettibilità degli alunni di altre religioni. Con tutte le polemiche che ne conseguono. Per Asfa Mahmoud invece non sono un'offesa alla fede islamica. "Possono anzi essere l'occasione per riflettere sulla figura di Gesù, sul miracolo della sua nascita, sul suo messaggio di fratellanza e di amore -spiega-. Per l'Islam Gesù è uno dei cinque grandi profeti dell'umanità, insieme a Noè, Mosè, Abramo e Maometto. E a Maria il Corano dedica un intero capitolo, il sedicesimo". 

    Solo un'avvertenza (che in realtà riguarda anche

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  • Attualità

    Quest'anno viene premiato il signor Giovanni, ex operaio in pensione che aiuta gli anziani.

    Martedì 6 dicembre - A volte il bene è semplice. Come Giovanni Para, 61 anni, pensionato, ex operaio alla General Electric. Domani riceverà dal sindaco Pisapia l'Ambrogino d'Oro, la massima onorificenza concessa dal Comune di Milano. Il suo merito è che da anni aiuta gli anziani delle case popolari di via Tarabella, una delle traverse di via Padova. "Quando me l'hanno comunicato non ci credevo -racconta-. Sono onorato, non me lo sarei mai aspettato". In quartiere lo conoscono tutti. Ha fondato anche il comitato inquilini. "Do una mano ai tanti anziani che abitano in questi appartamenti -spiega-. C'è chi esce poco di casa, li aiuto

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  • Attualità

    I 17 musicisti non hanno più una sede dove provare.

    Mercoledì 30 novembre - Da bravi artisti quali sono, non si fanno spaventare dalla strada. Ma per l'Orchestra multietnica di via Padova di Milano la vita sta diventando proprio dura: dal 25 novembre sono senza sede. "Per due anni siamo stati ospiti dell'Anpi di Crescenzago nella palazzina di piazza Costantino 1 -racconta Massimo Latronico, direttore dell'Orchestra-. Nel maggio 2011 abbiamo occupato una stanza abbandonata sul retro dell'edificio e l'abbiamo attrezzata come sala prove". L'immobile, però, è della Property Management Italia srl, una società collegata alla Bnp Paribas - Real Estate, che non ha gradito e venerdì scorso ha fatto cambiare le serrature alla stanza occupata. "Senza avvisarci

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  • Attualità

    Un nuovo progetto li coinvolgerà in laboratori, corsi e attività di volontariato.

    Giovedì 27 ottobre - Una buona notizia su via Padova: sta per partire un nuovo progetto rivolto ai giovani. Prevede laboratori teatrali, di educazione civica e di mediazione dei conflitti, inchieste sociali condotte da gruppi di ragazzi e di adulti, e la nascita di una "Leva civica" che coinvolgerà i giovani in attività di volontariato nel quartiere. 

    Il titolo non è certo subito comprensibile: "Via Padova. Partecipazione e mediazione per la costruzione della coesione sociale", diciamo che risente un po' del linguaggio burocratico dell'Unione Europea che lo finanzia. Però le realtà che lo porteranno avanti sono una garanzia: le cooperative sociali Codici, Terrenuove, Comin, Tempo per l'infanzia, la parrocchia di San Giovanni Crisostomo, i centri di aggregazione giovanile di via Tarabella e via Cattabrega insieme (novità molto interessante!) a Consiglio di zona 2 e Comune. Ci collaboriamo poi anche noi di Terre di mezzo - street magazine, che daremo una mano ai gruppi che faranno inchieste sociali.

    Per chi vuole saperne di più l'appuntamento è per sabato 29 ottobre al Parco Trotter. Dalle 10

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  • Attualità

    Un tour alla scoperta dei sapori del mondo.

    Venerdì 7 ottobre - Di via Padova si dicono e scrivono tante cose, ma quasi mai che è possibile trovarci i sapori del mondo. Dai kebap ai ristoranti etnici fino ai negozi di alimentari con decine di cibi dai nomi più strani, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Anche l'Italia è ben rappresentata con una pasticceria napoletana e una siciliana, qualche trattoria milanese e addirittura un ristorante friulano.

    Sabato 15 ottobre, dalle 15 alle 19, sarà possibile scoprire questo universo di gusti con "Milano migranda: i sapori del mondo in via Padova",

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  • Attualità

    Il mio ultimo giorno in via Padova.

    Venerdì 30 settembre - In questo blog ho sempre evitato di parlare di me per il semplice motivo che è dedicato a via Padova. Oggi però devo fare un'eccezione perché è una giornata particolare. Almeno per me: è l'ultimo giorno che sto in via Padova. Da lunedì torno in pianta stabile nella mia redazione di Terre di mezzo - street magazine. Non è una fuga. Anzi, in via Padova mi trovo bene. Il motivo è più banale: scadono i 10 mesi che avevamo previsto di dedicare a questo quartiere. 

    Non è però un addio. Continuerò per un po' ad aggiornare il blog, in attesa che un gruppetto di persone ne prenda l'eredità.

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  • Attualità

    Al Parco Trotter sfiorata la tragedia.

    Lunedì 26 settembre - Nessuno si è fatto male. Ma il rischio che qualche bambino ci rimanga sotto c'è. Al Parco Trotter, dentro il quale c'è la scuola Casa del sole, ieri sera un enorme albero si è spezzato in due. In verticale. Colpa della neve? No. Dell'incuria? Sì. È quanto denuncia l'associazione Amici del parco Trotter in una lettera aperta all'assessore Pierfrancesco Maran: "Da settimane facciamo presente ai referenti del settore Parchi e Giardini, la pericolosità di quel gruppo di alberi, potati tempo fa con poca razionalità. Da settimane, infatti, cadono rami anche piuttosto grossi e dobbiamo ringraziare forse qualche santo (noi abbiamo un filo diretto con Santa Rosalia....) che là

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  • Attualità

    Incastonato in un cortile di case di ringhiera, il circolo Cerizza rischia di chiudere.

    Giovedì 22 settembre - C'è un istante in cui si isola dal mondo. Non sente nulla e vede solo una cosa: il boccino. Piega leggermente le ginocchia, allunga il braccio e con una forza calibrata lancia la boccia. Se il tiro è sbagliato se ne accorge subito e manda a quel paese se stesso e la sfera che se ne va dove non dovrebbe. 

    Al circolo Cerizza ogni giorno si ripetono decine di istanti del genere: i protagonisti sono per lo più anziani, tra loro qualche rara donna. Incastonato in un cortile di case di ringhiera a Crescenzago in via Meucci, estremo nord di via Padova, questo circolo è una vera e propria perla della vecchia Milano. E rischia la chiusura. I soci sono 400 sulla carta, ma quelli paganti molti meno: 230. Gli altri si sono persi nelle nebbie della lunga storia del Cerizza: il circolo è infatti nato nel 1935 e ha preso questo nome, però,

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  • Attualità

    Domenica 25 settembre festa per la vittoria di associazioni e cittadini su vent'anni di degrado.

    MILANO - Per vent'anni è stato uno dei simboli del degrado della zona di via Padova. Da un anno, invece, è diventato un punto di riferimento per tutti: bambini, giovani, anziani. L'Anfiteatro della Martesana è rinato grazie alla cooperativa sociale Comin, che l'ha preso in gestione, e alla intraprendenza di associazioni e cittadini.

    Domenica 25 settembre, dalle 16 alle 19, ci sarà una festa per presentare tutte le attività che si svolgono in questa struttura. Costruita dalla Giunta di Paolo Pillitteri alla fine degli anni '80 (costo circa 400 milioni di lire), è rimasta chiusa fino al settembre del 2010. Perché? All'inizio perché non si sapeva a chi darla in gestione, poi perché era diventata inagibile. Per ristrutturarla il Comune di Milano ha dovuto spendere, nel 2010, 565mila euro e durante i lavori ci si è accorti che i bagni non erano allacciati alle fogne. Un "dettaglio" interessante, che fa riflettere su come la Milano da bere progettava i suoi interventi in periferia.

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  • Attualità

    Debutta il 22 settembre nello spettacolo "El nost Milan", mix di canzoni e testi dal mondo e meneghini.

    Lunedì 19 settembre - Dobbiamo ammetterlo: è una vera e propria sorpresa, mai ce lo saremmo aspettato. I 17 musicisti dell'Orchestra multietnica di via Padova si cimenteranno con alcune canzoni della tradizione milanese. Sì, suoneranno e canteranno anche "Oh mia bela madunina". Saliranno sul palco per il concerto teatrale "El nost Milan" (regia di Emilio Russo). Un mix di musiche dal mondo e milanesi e di testi letterari italiani e stranieri. Sono previsti brani di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Fiorenzo Carpi e Nino Rota. Il debutto è previsto per giovedì 22 settembre, alle ore 21, al Tieffe Teatro Stabile di Innovazione.  

    L'orchestra di via Padova proporrà anche le sue canzoni, tratte dall'ultimo cd "Stanotte!". Il progetto El nost Milan ha del resto questo obiettivo: contaminare

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  • Attualità

    Abiti colorati ed eleganti per la fine del Ramadan. Con la presenza del vicesindaco Guida.

    "È una visita storica, non era mai capitato prima": Asfa Mahmoud, direttore della casa della cultura islamica di via Padova, è raggiante quando annuncia ai fedeli che stanno pregando nel campo dell'oratorio l'arrivo di Maria Grazia Guida, vice sindaco di Milano. È la prima volta che un rappresentante della Giunta partecipa ad una celebrazione così importante. Accolta con un mazzo di fiori, la Guida, con il capo coperto da un velo rosso, ricambia con parole di ringraziamento: "È cambiata l'aria in questa città e ora è possibile dialogare".

    C'erano circa 500 fedeli oggi per la celebrazione del «Aid el-Fitr», la festa che sancisce la fine del Ramadan. La sede del centro islamico

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  • Attualità

    Cattolici e musulmani si incontrano per la fine del mese sacro.

    Cattolici e musulmani pregano insieme per la fine del Ramadan. Dove poteva mai accadere una cosa simile? In via Padova, ovviamente. L'iniziativa è della diocesi di Milano, che ha invitato le comunità musulmane milanesi a un incontro di preghiera che si terrà domenica 28 agosto a partire dalle 19.30 nella parrocchia di S. Giuseppe dei morenti in via Celentano, una traversa di via Padova. "Inizieremo noi con i vesperi -spiega don Giampiero Alberti, incaricato della chiesa ambrosiana per il dialogo con i musulmani-. Al tramonto romperemo il digiuno con gli islamici e a quel punto saranno loro a fare una preghiera. Sarà un incontro semplice, segno del rispetto reciproco tra le due confessioni religiose di Milano". 

    Il

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  • Attualità

    La palestra comunale in agosto chiude e il Centro islamico chiede ospitalità alla parrocchia.

     

    Mercoledì 13 luglio - In agosto la palestra comunale di via Cambini chiude, per il Ramandan 3mila musulmani faranno la preghiera del venerdì nel campo dell'oratorio di via Padova. "Abbiamo chiesto che venga tenuta aperta, ma non c'è arrivata ancora una risposta", spiega Benaissa El Djazairi, presidente della Casa della cultura islamica, che ha la sua sede in un garage in via Padova al 144. 

    Durante l'anno, per la preghiera del venerdì, il centro islamico prende in affitto la palestra di via Cambini e il Teatro Ciak. E ogni estate la palestra chiude e i musulmani chiedono ospitalità alla vicina parrocchia di S. Giovanni Crisostomo. La coincidenza di agosto con il Ramadan (dovrebbe iniziare l'1 o il 2, dipende dalla Luna) complica però le cose: durante

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  • Storie

    I ricordi di Maria, 96 anni quasi tutti vissuti nella Corte d'America. "La mia nuova vicina è russa. È gentile, ma non la capisco".

    Martedì 12 luglio - Lei alla Corte d'America, uno dei cortili più vecchi di via Padova, c'è nata: 96 anni fa sua madre l'ha partorita nella camera da letto. Era una cosa normale, allora. "Non scriva il mio nome -dice-. Chi mi conosce sa già la mia storia, degli altri non voglio che sappiano come mi chiamo". Decido allora di chiamarla Maria. È una delle memorie storiche di via Padova. Occhi verdi chiari, capelli bianchissimi, confessa di "avere così tanti ricordi che faccio fatica a farli venire fuori". Tranne che per una breve parentesi di tre anni, in cui ha abitato in via Meucci, tutto il resto della sua vita l'ha vissuta nella Corte d'America. "Una volta qui intorno c'erano solo campi. Poi hanno cominciato a costruire e in strada c'era una via vai di cavalli, le auto erano pochissime". 

    Maria ha partorito uno dei suoi figli nella stessa stanza in cui era nata lei. "Quando mi sono sposata siamo andati a vivere in via Meucci, ma poi è morto mio padre e non volevamo lasciare la mamma sola". E così hanno vissuto tre adulti e due bambini in un piccolo monolocale: cucina e stanza da letto, col bagno

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  • Laboratori

    Incontro Emila e Giovanni nel loro grande seminterrato, che è casa, studio e punto di ritrovo per altri creativi.

     

    Venerdì 8 luglio - Ormai ne sono convinto. Via Padova è anche un quartiere di artisti. In questi mesi vi ho raccontato più volte dei gruppi teatrali. Ho poi dedicato un post a Maria Mesch e a Tommaso Guarino, due pittori che mi hanno regalato il loro singolare punto di vista sulla via. Oggi vi presento una coppia di giovani artisti: Emila Sirakova e Giovanni Manzoni Pizzalunga, entrambi laureati in pittura all'Accademia di belle arti di Brera. Compagni nella vita, due anni fa si sono stabiliti in un grande seminterrato in via Meucci, che è studio, casa e punto di riferimento per altri creativi. "Organizziamo serate per divertirci e scambiarci idee -spiega Giovanni-. Ero alla ricerca di uno spazio dove lavorare. In questa parte di Milano i prezzi sono più bassi.

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  • Attualità

    Al Parco Trotter immigrati in fila per capire quale sarà il loro destino. E scoprono che dovranno restare clandestini.

     

    Domenica 3 luglio - Lo sguardo rivela molto di più di tante parole. Come quello di Manhasi, giovane senegalese, in fila al Parco Trotter con il suo pacchetto di scartoffie. Quando capisce che non riuscirà mai ad avere un permesso di soggiorno si guarda intorno perso, con occhi sbarrati alla ricerca di quegli degli altri nella speranza di trovare uno spiraglio di speranza. Che non trova: tutti col capo dicono "no". Lui riesce solo a dire "Ma come…?!". Già, ma come è possibile che quasi due anni dopo la sanatoria per colf e badanti, ci siano ancora persone che stanno disperatamente cercando di regolarizzarsi? 

    Manhasi è uno dei 20 immigrati che ieri e oggi sono andati al banchetto dell'associazione Todo cambia, allestito all'interno del Fjestival delle diversità (vedi il post di giovedì scorso). Lì c'era

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  • Attualità

    Da un piccolo episodio in via Padova il segnale che l'accoglienza era (ed è) male organizzata. L'inchiesta di Terre ripresa da la Repubblica.

    Venerdì 1 luglio - Che in Lombardia l'accoglienza dei profughi dal nord Africa non fosse ben organizzata lo si era visto già dai primi giorni. Il 3 maggio scorso alla Casa della carità ne sono arrivati, a sorpresa, 40, mandati dalla Protezione civile (vedi il post). La sera prima la Prefettura aveva chiamato don Virginio Colmegna per chiedergli se poteva ospitarne "qualcuno". Voi cosa avreste immaginato? Magari cinque o sei persone. E invece... Quella mattina gli operatori della Casa della Carità hanno dovuto fare i salti mortali per offrire loro una brandina e un pasto

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  • Attualità

    Appello delle donne migranti: stop alle violenze commesse dai nostri uomini.

     

    Giovedì 30 luglio - È ora di rompere il silenzio, complice delle violenze degli uomini stranieri sulle loro donne. Non ci sono ragioni culturali o religiose che possano giustificarle. E la sinistra si svegli, non può stare zitta solo perché non vuole passare per razzista. È l'appello che, per la prima volta a Milano, 13 associazioni di donne migranti presenteranno sabato 2 luglio al parco Trotter (ore 17), nell'ambito del Fjestival delle diversità. "Non siamo più disposte ad accettare che il nostro sfruttamento e la nostra subordinazione siano giustificati da culture, tradizioni o religioni -si legge nell'appello-. Non siamo più disposte ad accettare un antirazzismo

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  • Storie

    Il bilancio di don Piero, parroco di via Padova, dopo 50 anni di sacerdozio.

    Venerdì 24 giugno - "Mi raccomando, sono solo un prete. Descrivimi per quello che sono: piccolo piccolo". Don Piero Cecchi, parroco di S. Giovanni Crisostomo, domenica festeggia i 50 anni di sacerdozio, di cui 15 passati in via Padova. Nozze d'oro per un prete che dice di avere due passaporti: "Uno è quello italiano, di cui sono molto orgoglioso, l'altro è il certificato di battesimo, che mi fa cittadino del mondo. Quando lo dico ai bambini sgranano gli occhi, ma poi capiscono: siamo tutti fratelli, figli dello stesso Padre". 

    E questo doppio passaporto è anche il suo stile di vita. Nella parrocchia passano cristiani e musulmani, italiani e stranieri, bambini e anziani. Alla vigilia di Natale dell'anno scorso, la Casa della cultura islamica, che dista una cinquantina di metri, ha donato alla parrocchia una somma di denaro (don Piero non mi dice quanto) per l'aiuto che dà a tutti, senza distinzioni. "Il punto è che ciascuno ha un nome ed è questo quel che conta, non da dove arrivi", dice mentre un gruppetto di ragazzi, che per i tratti somatici assortiti riassumono i quattro continenti, lo saluta affettuosamente. Domenica 26 giugno, alle 10,

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  • Storie

    È quella di casa di Tommaso Guarino, pittore di volti femminili: "Immagino le madri di chi è sui barconi"

     

    Venerdì 24 giugno - La porta di casa è sempre aperta. "Non capisco perché tutti mettano quella blindata. E da che cosa si vogliono difendere? È come imprigionarsi". Tommaso Guarino ha una bella voce profonda, un po' increspata dalle sigarette che fuma in continuazione. È pittore e scrittore di testi teatrali. Dal 1970 abita in via Termopili, una delle strade che la sera si trasformano in ritrovo per bengalesi ed egiziani. "In 41 anni sono cambiate le persone, ma la storia è sempre la stessa -racconta-. Prima c'erano i giovani meridionali che nessuno voleva. Ricordo due siciliani che dormivano qui fuori in auto. Si vergognavano, compravano velocemente qualche panino e uscivano subito dai negozi perché

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  • Attualità

    Un assessorato, commissioni e tavoli vari: tutto è all'insegna della coesione sociale. Ma cosa significa?

    Giovedì 23 giugno - Il vento di Pisapia ha portato un nuovo termine nel linguaggio della politica: "coesione sociale". Lo sentiremo ripetere spesso nei prossimi anni. Tanto che il nuovo presidente del Consiglio di zona 2, Mario Villa (in carica da martedì scorso), propone la costituzione di una commissione per la coesione sociale. "Vogliamo affrontare le realtà multietniche come quella di via Padova in modo propositivo anziché repressivo", dice. Non solo, vuole anche istituire un tavolo tra forze dell'ordine e realtà associative: "Non dobbiamo dimenticare

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  • Attualità

    È la proposta del nuovo assessore milanese alla sicurezza. L'ordinanza antidormitori sarà modificata.

    Mercoledì 22 giugno - Un patto di quartiere per via Padova: è quanto propone Marco Granelli, nuovo assessore alla sicurezza e coesione sociale della giunta Pisapia. "Vogliamo definirlo insieme alle associazioni, alle parrocchie, al terzo settore e a tutte quelle realtà della società civile che sono impegnate nella zona. Per questo ho intenzione di incontrarle, proprio per stabilire insieme le priorità e i bisogni più urgenti".

    Sul tema sicurezza in via Padova (e in altri quartieri di Milano) si sono spesi fiumi di parole e di inchiostro in questi anni. Delle ordinanze emanate dalla Moratti, l'unica ancora in vigore è quella contro i dormitori abusivi. Scade il 31 luglio: "Ho chiesto alla Polizia locale un report sui risultati finora ottenuti -spiega l'assessore-. Abbiamo intenzione di rinnovarla, ma stiamo studiando delle modifiche per migliorare la sua capacità di colpire chi sfrutta gli immigrati facendoli vivere in piccoli appartamenti in condizioni disumane. Solo questo ci interessa, non vogliamo creare inutili disagi ai cittadini onesti".

    Il nuovo provvedimento però, sarà accompagnato

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  • Attualità

    Al Parco Trotter si discute di bande giovanili.

    Venerdì 17 giugno - Latin King, Comando, Dangerz: sono alcuni dei nomi delle bande giovanili di Milano. Salgono agli onori della cronaca quando le forze dell'ordine ne arrestano qualcuno. Ma chi sono? Qual è la storia di questi adolescenti? Perché si formano le bande? Nell'inchiesta di maggio 2011 di Terre di mezzo abbiamo cercato di capire qualcosa di più, partendo dalle loro mamme. Un punto di vista particolare, ma significativo. 

    Vi voglio segnalare un appuntamento importante su questo tema. Sabato 18 giugno al Parco Trotter (via Padova 69), dalle 10 alle 13, si terrà "La maschera del cattivo", convegno sui "giovani autori di reato". Interverranno Joseph Moyersoen, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Milano, Marilena Garavaglia, responsabile del Servizio minori sottoposti a procedimento penale del Comune di Milano e Kanisha Hall, operatrice

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  • Laboratori

    Dall'8 al 12 giugno il primo Festival del Teatro degli incontri: sul palco 150 cittadini, italiani e stranieri.

    Martedì 7 giugno - È un festival dedicato al teatro e i veri protagonisti non sono gli attori, ma 150 cittadini, italiani e stranieri, che per la prima volta salgono sul palco. Da mercoledì 8 a sabato 11 giugno si svolgerà a Milano il primo Festival del Teatro degli incontri: in cartellone quattro spettacoli, due convegni e diversi seminari. Sarà ospitato dalla Casa della Carità (via Brambilla, 8) e dall'associazione culturale Villa Pallavicini (via Meucci, 3): due realtà impegnate nel sostegno ai migranti in via Padova. "È la tappa conclusiva di un percorso che dura da gennaio -spiega Gigi Gherzi, direttore artistico dell'evento-. Quattro gruppi di persone hanno lavorato sui temi del meticciato e dell'immigrazione, producendo uno spettacolo che

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  • Laboratori

    Non rubate il nome ai migranti. È il messaggio dello spettacolo scritto da 21 cittadini attori, stranieri e italiani.

    Venerdì 27 maggio - Quando ci presentiamo diciamo per prima cosa il nome. Oppure, se qualcuno chiamandoci lo sbaglia, gli ripetiamo quello giusto. Il motivo è semplice: noi siamo (anche) il nostro nome. Ma cosa accade quando un uomo o una donna arrivano in un Paese straniero, o meglio, quando diventano stranieri perché emigrano? Ahmed, che significa ringraziamento a Dio, lo sentiva dire sempre storpiato, senza la "h" gutturale che noi italiani non usiamo. Insopportabile. E allora ha deciso di presentarsi solo col cognome, Hassan, più semplice per tutti.

    Ahmed è uno dei 21 attori, non professionisti, di cui 12 migranti, che domenica 29 e martedì 31 maggio, alle ore 21, andranno in scena a Villa Pallavicini (via Meucci 3), associazione culturale che da anni organizza anche una scuola di italiano per stranieri. Il loro spettacolo, "Forse noi siamo qui", racconta proprio

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  • Attualità

    La Polizia locale arresta la titolare di una beauty farm in via Padova.

    Giovedì 26 maggio - Ieri la polizia locale ha arrestato per sfruttamento della prostituzione Marianna K., russa di 38 anni, titolare della beauty farm "Charme" in via Padova 12. Gli agenti hanno anche sequestrato farmaci utilizzati per trattamenti abusivi di chirurgia estetica, che solo i medici potrebbero effettuare. Oggi il vice sindaco Riccardo De Corato ha convocato una conferenza stampa per puntare il dito contro i centri massaggi. "A Milano ce ne sono 403 mentre nel 1995 erano solo 4 -ha sottolineato-. L'anno scorso ne sono stati aperti 130, uno ogni 72 ore e spesso

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  • Laboratori

    Milano ha molto da imparare da quel che succede in questa strada.

    Mercoledì 25 maggio - Via Padova sale sul palco, con le sue storie, i suoi problemi, le sue ricchezze. Non è certo la prima volta, ma questa è diversa: perché il palco è quello del Piccolo Teatro (di via Rivoli 6) e perché lo spettacolo, "Via Padova e oltre", è il frutto della rielaborazione di 120 ore di interviste a chi in questa strada ci vive e ci lavora. "Non è un ghetto, ma un laboratorio, qui ci sono le sfide che Milano deve affrontare nei prossimi anni", dice Daniela Airoldi Bianchi, anima del Teatro Officina insieme a Massimo De Vita: sono loro due che hanno dato vita al progetto che coinvolge 14 associazioni della zona e impegna una decina di attori (solo alcuni professionisti) e l'Orchestra di via Padova che suona, dal vivo, la colonna sonora

    L'appuntamento è per il 31 maggio, ore 21: l'ingresso è

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  • Attualità

    Perché si considera via Padova pericolosa? La risposta nel libro-diario della sociologa Paola Arrigoni.

    Martedì 24 maggio - "Se tutti ti dicono che è pericolosa finisci per aver paura": Paola Arrigoni ha girato in lungo e in largo per via Padova e dintorni con lo scopo di studiare a fondo la zona. "Quando però cominci a conoscere le persone ti passa". Paola è una sociologa e ha iniziato la sua ricerca nel 2008. Da studiosa è stata quindi testimone dei fatti che hanno acceso i riflettori su via Padova: l'uccisione del giovane Aziz il 13 febbraio del 2010, i disordini che ne sono scaturiti e la risposta delle istituzioni che hanno mandato esercito e forze dell'ordine e imposto il coprifuoco ai negozi. Dal suo lungo lavoro ne è nato

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  • Laboratori

    Cerco ospitalità, offro opera d'arte: Maria Mesch, pittrice sempre in movimento.

    Lunedì 23 maggio - Cerco ospitalità, offro opere d'arte. Maria Mesch è una pittrice e scultrice dai capelli arancioni che vive e lavora in via Padova da 7 anni. Da qualche mese è anche un'artista itinerante per necessità, che ha trasformato, però, in opportunità. "Mio figlio è diventato grandicello e non posso più lavorare nel nostro minuscolo appartamento -racconta-. Allora ho pensato di chiedere ospitalità per periodi limitati ad associazioni, enti o cooperative del quartiere. In cambio realizzo per loro un'opera". 

    La prima ad ospitarla è stata un'amica. "È partita per un viaggio e mi ha lasciato a disposizione

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  • Attualità

    Non sono gli stranieri ma la povertà. Ricerca della Cattolica su via Padova.

    Venerdì 20 maggio - Il vero problema di via Padova non sono gli immigrati, ma la povertà. A queste conclusioni è giunto un gruppo di studenti dell'Università Cattolica di Milano che ha condotto una ricerca sociologica sul quartiere, quale saggio finale del master in Formazione interculturale. "Non si può capire questa zona di Milano pensando solo alla presenza degli stranieri -spiega Milena Santerini, direttrice del Master e coordinatrice dello studio-. Ci sono altri problemi trasversali, in particolare la povertà di ampie fasce della popolazione sia italiana che immigrata e il conflitto tra anziani italiani e giovani soprattutto stranieri". 

    La ricerca verrà presentata sabato 21 maggio alle ore 10.30 alla Biblioteca di via don Orione, nell'ambito della Festa di via Padova, con un incontro dal titolo "Via Padova: polveriera multietnica o progetto di integrazione". Gli studenti hanno intervistato, nell'aprile del 2010, 71 residenti in via Padova, di cui 29 stranieri: oltre al problema della povertà, è emerso anche quello della casa. "Lamentano case fatiscenti con affitti esosi e non regolari e sovraffollate", si legge

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  • Attualità

    Al mercato solo i giovani di Comunione e Liberazione: "Berlusconi è immorale, ma votiamo la Moratti".

    Venerdì 20 maggio - "Lo so Berlusconi è un puttaniere, ma siamo qui per dire che è meglio votare il Pdl. Dobbiamo difendere i valori della famiglia". Maglietta verde, faccia pulita con un pizzico di barba incolta, Marco (il nome è di fantasia) è uno dei ragazzi di Comunione e Liberazione (Cl) che questa mattina al mercato di via dei Transiti è "sceso in campo" per la Moratti.

    Negli ultimi due mesi c'erano sempre banchetti della Lega Nord o del Pdl al mercato, questa mattina no. A volantinare ci sono solo i militanti pro pisapia e i giovani di Cl. Questi ultimi senza simboli, volantini o bandiere. Solo la fotocopia di un lungo articolo di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, dal titolo "Un criterio per scegliere", pubblicato

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  • Attualità

    107 eventi, 76 associazioni e 500 volontari a "Via Padova è meglio di Milano".

    Mercoledì 18 maggio - L'unico modo per godersi una festa è andarci, però i numeri a volte danno l'idea di come sarà. A "Via Padova è meglio di Milano" sono previsti, tra sabato 21 e domenica 22 maggio, 107 eventi: dalle esposizioni artistiche ai burattini per i bambini, dalle tavolate per mangiare insieme nei cortili alle mostre fotografiche, dai concerti agli spettacoli teatrali.

    Sono realizzati da 76 realtà del quartiere (associazioni, cooperative, parrocchie, gruppi musicali e artistici, scuole, comitati, negozi e imprese), che hanno coinvolto almeno 500 volontari. "È la festa di chi in via Padova ci vive e si impegna per promuovere la convivenza - ha spiegato oggi Daniela Airoldi Bianchi, portavoce

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  • Attualità

    In via Padova batosta per Bossi e Di Pietro.

    Martedì 17 maggio - Il voto di protesta non paga più in via Padova. Hanno perso alle amministrative soprattutto la Lega Nord e l'Italia dei valori (Idv). Nei seggi al Parco Trotter, via Giacosa e nella scuola di via Russo (quindi la parte più critica del quartiere), il partito di Umberto Bossi ha ottenuto 329 voti, pari al 9,6%. Nel 2006 aveva raccolto il 14,3% dei consensi. Molto peggio è andata all'Idv: nel 2006 aveva il 7,4% (233 preferenze), oggi è sceso al 2,2% (75 voti). È questo il dato saliente per una delle strade più discusse

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  • Attualità

    Il nuovo cd dell'Orchestra di via Padova.

    Giovedì 5 maggio - "La notte è magica, suscita emozioni diverse in ciascuno e per i musicisti è il momento della creatività": Massimo Latronico, chitarrista e direttore dell'Orchestra multietnica di via Padova spiega così il titolo del nuovo cd (il secondo nella loro storia): "Stanotte!". "Mi raccomando, con il punto esclamativo", aggiunge quasi a sottolineare che non si riferiscono a una notte qualsiasi, ma ad una di quelle "che sono decisive per la vita".

    Sulla loro pagina di Facebook hanno iniziato il conto alla rovescia. Mancano ormai solo 21 giorni al debutto di "Stanotte!", che contiene 12 brani "molti ritmici e con tante voci", spiega il direttore dell'orchestra. Per scoprirlo non si deve altro che andare il 26 maggio al Carroponte di Sesto S. Giovanni (ore 21)

    Col primo cd il titolo Tunjà ("Verità" in lingua bambarà)

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  • Attualità

    Durante una conferenza stampa sui rom, alla Casa della carità arrivano 40 profughi e la notizia del giorno cambia.

     

    Martedì 3 maggio - Conferenza stampa con sorpresa. Mentre don Virginio Colmegna stava parlando con i giornalisti  della questione rom, alla Casa della Carità sono arrivati sette furgoni della Protezione civile con 40 richiedenti asilo, provenienti dal Centro di accoglienza di Bari. "Non ne sapevo nulla -ha affermato il sacerdote-. Ieri sera la Prefettura di Milano ci ha chiesto la disponibilità di accogliere qualche tunisino, ma non ci ha detto che avrebbe mandato così tante persone. Le ospiteremo nell'auditorium, così come abbiamo fatto per tante altre emergenze".

    La conferenza stampa si è chiusa in fretta e i giornalisti presenti hanno potuto dedicarsi all'arrivo "in diretta" dei migranti, meravigliati per la presenza di così tante telecamere e taccuini. "Sono originario della Nigeria -mi ha raccontato Abdou mentre scendeva da uno dei furgoni con un sacco

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  • Attualità

    L'annuncio della Moioli: in via Idro anche chi rimane senza casa.

    Martedì 3 maggio - Il campo di via Idro potrebbe ospitare in futuro non solo i rom, ma anche i "cittadini milanesi che, per qualche motivo, si ritrovassero improvvisamente senza casa". È quanto ha affermato ieri Mariolina Moioli, assessore comunale alle politiche sociali, durante la conferenza stampa in Prefettura in cui il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il sindaco Letizia Moratti hanno sancito la definitiva chiusura di quello di via Triboniano. Oggi le pagine milanesi dei quotidiani sono concentrate sulla questione di Triboniano e nei taccuini dei giornalisti è rimasta sepolta questa frase della Moioli (candidata alle amministrative nella lista Milano al centro). Ma per chi abita in via Padova è invece importante, aggiunge un nuovo dettaglio al progetto, più volte annunciato, di trasformare la struttura di via Idro in un campo di transito. 

    Alla conferenza stampa c'era la mia collega di Terre di mezzo Ilaria Sesana, che le ha chiesto: "Assessore, scusi. Ma quindi se mi va a fuoco la casa e non so dove andare, posso trasferirmi in via Idro?". E la Moioli ha risposto: "Certo, certo. Anche tu" . Vedremo quanti sfrattati saranno disposti

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  • Inchieste

    In via Padova solo un cittadino su sei si è autodenunciato. "Avvocati per niente": impugneremo le multe.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Lunedì 2 maggio - Le chiamano ordinanze anti-dormitori, dovrebbero essere una risposta alla voglia di sicurezza della popolazione, ma i milanesi le ignorano. Nei quartieri di via Padova, Sarpi, Corvetto-Lodi e Imbonati-Comasina vige da circa un anno l'obbligo per i residenti di presentare al comando locale dei vigili urbani una scheda in cui devono mettere nome, cognome e numero delle persone che abitano nello stesso alloggio. Secondo il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato le schede finora presentate sono state 6.803. Un'inezia. Prendiamo solo via Padova e le 26 vie limitrofe su cui è valida l'ordinanza anti-dormitorio: i residenti sono circa 20mila, se ipotizziamo per ogni famiglia tre persone, le schede dovrebbero essere almeno 6.600, quasi quante invece ne sono state raccolte in tutti i quattro quartieri

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  • Attualità

    Teatro, sport, meditazione: al Tempo per l'infanzia 40 adolescenti "a rischio" hanno un luogo per crescere.

     

    Per il numero di maggio di Terre di mezzo ho realizzato un'inchiesta sulle bande di giovani latinoamericani, dalla quale emerge la loro situazione di disagio. Mi è sembrato interessante raccontare anche la storia della cooperativa Tempo per l'infanzia che si occupa di adolescenti (non necessariamente appartenenti alle bande) e che cerca di dare una risposta a questo disagio. Ecco una sintesi dell'articolo. 

    "Sei un giornalista? Ma allora tu conosci Belen! Ci riprendi e mandi il video a Striscia la notizia?”. Peter, 12 anni, ha un viso sveglio e uno sguardo di sfida: ogni domanda è una provocazione. Gli educatori del “Tempo per l’infanzia” di Milano ogni tanto lo rimproverano cercando di smontare un po' la sua spavalderia. Peter è uno dei quaranta, tra ragazzi e ragazze, che frequentano questa ex scuola materna tra viale Monza e via Padova. Per loro è una seconda casa. Con tanto di tavolo dove pranzare insieme.

    Dal

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  • Attualità

    La Guialatina 2011: oltre 500 indirizzi delle imprese in Italia e una sezione dedicata all'integrazione.

    Mercoledì 20 aprile - Non risente della crisi Guialatina, le "pagine gialle" dei negozi e servizi sudamericani a Milano, Bergamo, Torino, Genova, Perugia, Firenze e Napoli. Nell'edizione 2011 (la sesta), in distribuzione da un paio di settimane, gli inserzionisti sono circa 500, il 20 per cento in più rispetto all'anno scorso. "Visto il periodo economicamente difficile, gli imprenditori preferiscono fare un solo investimento di circa 400 euro per un'inserzione sulla nostra nostra pubblicazione", spiega José Gonzales, intraprendente peruviano in Italia dal 2001 e ideatore della guida. Ha iniziato la sua avventura lavorativa nel nostro Paese come pony express e in soli dieci anni ha fondato anche due riviste (il mensile Comunidad Latina e il quindicinale Extralatino) e aperto un internet point. La redazione di questa piccola ma vivace casa editrice è in via dei Transiti 6, sul retro dell'internet point. Ci lavorano, tra dipendenti e

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  • Attualità

    L'assessore ai cittadini: "È una sperimentazione, se funziona la proponiamo in altri quartieri". Anche la Lega nord la boccia.

    Mercoledì 20 aprile - La malapista continua a non piacere: anche il presidente del consiglio di zona Luca Lepore la boccia. Lepore è leghista, della stessa maggioranza dell'assessore al Territorio Carlo Masseroli (Pdl), che governa Milano. Ieri sera l'assessore, in un incontro organizzato nella parrocchia di via Fonseca Pimentel, ha provato a difendere la pista ciclo pedonale che collega via Padova con la Martesana. Fra gli interventi c'è stato anche quello del consigliere di zona Umberto Bonora che, anche a nome di Lepore, ha criticato pesantemente il tracciato: "Non siamo stati consultati, è stato un provvedimento imposto dall'alto". 

    Ieri

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  • Attualità

    "Un'assurda competizione tra bici e pedoni"

    Domenica 17 aprile - Pali, curve cieche, portoni e negozi da cui escono all'improvviso anziani e bambini: la malapista, che collega la ciclabile di via Padova con quella della Martesana, non ha superato il test di Ciclobby, che ieri l'ha provata. Secondo l'associazione "questo intervento trasmette la sensazione che la bicicletta debba muoversi nei tratti residuali dello spazio pubblico, in una assurda contrapposizione col pedone per la difesa dell'ultimo interstizio per passare".

    Della malapista vi ho già raccontato i difetti nel post del 5 aprile. L'idea di una pista ciclo pedonale non è di per sè sbagliata, secondo Ciclobby, il problema è che è stata realizzata "in un contesto poco adatto". "Il principio

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  • Laboratori

    Sul palco 20 cittadini attori che raccontano l'incontro con lo straniero.

    Giovedì 14 aprile - "Negato lo spazio": nel titolo e nei fatti. Lo spettacolo teatrale, che debutta sabato 16 aprile (ore 21) nella parrocchia di S. Crisostomo, in via Padova angolo via Cambini, ha già avuto un significativo prologo: "Avevamo chiesto al Consiglio di zona 2 di metterlo in scena all'Anfiteatro della Martesana, ma, per ragioni formali, ci è stato... negato lo spazio", ironizza Gigi Gherzi, regista di questa performance che vedrà salire sul palco 20 cittadini del quartiere. Le repliche sono domenica 17 e lunedì 18 aprile.

    I

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  • Laboratori

    Una settimana di iniziative e visite guidate nei padiglioni del Parco.

    Venerdì 8 aprile - Non sono molte a Milano le scuole immerse nel verde di un grande parco. Quella del Parco Trotter, che ha pure un bel nome "Casa del sole", c'è dagli anni '20, quando il  Comune di Milano volle realizzare nell'ex ippodromo un complesso scolastico che potesse ospitare i bambini tubercolotici. Oggi nei padiglioni trovano spazio la scuola materna, quella elementare e la media inferiore, con una didattica che è arricchita dal contatto con la natura e dalla possibilità

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  • Laboratori

    Sfida per creativi under 35: il restyling dell'ex oratorio di san Basilio.

    Mercoledì 6 aprile - Creativi d'Italia c'è una nuova sfida per voi: a Milano, l'ex oratorio di san Basilio in via Caroli (zona via Padova) ha bisogno di cambiare faccia. Nell'edificio, donato dalla Curia arcivescovile alla Fondazione Bertini, troveranno ospitalità progetti per i giovani che vivono situazioni di disagio. Progetti che utilizzano in particolare le nuove tecnologie.

    Ai creativi spetta il compito di ridisegnare e reinventare la facciata. Un compito difficile, visto che la facciata è la porta d'ingresso, può far capire a chi viene da fuori che cosa ci troverà dentro. Può mettere soggezione come ispirare un senso di accoglienza. Ed è questo il senso del concorso "Mind the difference. Raccontare il valore della differenze 2011", lanciato dalla Fondazione Bertini e riservato agli under 35

    "Ripensare l'immagine del prospetto dell'edificio permetterà di riflettere sulle pratiche di inclusione sociale e sul loro

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  • Attualità

    Percorso da brivido sulla nuova ciclo pedonale.

     

    Martedì 5 aprile - Si era mossa anche Letizia Moratti per dare il via ai lavori: era venuta sotto il ponte della ferrovia per disegnare sul marciapiedi la prima bici gialla. Un mese fa, il 3 marzo. Oggi la nuova pista ciclo-pedonale c'è: collega il tratto già esistente via Padova con quella che corre lungo il naviglio Martesana. Su facebook alcuni amici mi hanno già inviato le foto, scandalizzati per come è stata realizzata. E allora mi sono preso la briga di farla tutta, a piedi, sentendo gli umori di chi incontravo. Devo dire che i miei amici su facebook non avevano torto: è fatta proprio male, come dimostrano le foto che vedete. 

    In via Giacosa incontro Benito, cammina col bastone. E mi mostra (nella foto) quanto sia pericolosa per lui quando esce dal portone di casa: "Primo o poi

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  • Attualità

    In via Padova la campagna elettorale a suon di manifesti e promesse.

    Lunedì 4 aprile - "Più che per il presidente del Perù, preferirei votare per il sindaco di Milano": Luis è uno dei 34.700 peruviani residenti in Lombardia che il 10 aprile andranno al Palaforum di Assago, per eleggere il Presidente e i membri del Congresso del Paese andino. "È 11 anni che sono in Italia. Mia figlia è nata qui, la mia vita è in via Padova. Non sono più interessato alla politica in Perù", mi dice.

    Sui muri di via Padova e sulle vetrine di qualche negozio sono comparsi in questi giorni i manifesti di alcuni

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  • Attualità

    No del Consiglio di zona alla richiesta di un contributo di 4mila euro.

    Venerdì 1 aprile - Le 50 associazioni che organizzano la festa di via Padova dovranno fare a meno del contributo del Consiglio di zona 2. Avevano chiesto 4mila euro, ma nell'ultima seduta del Consiglio di mercoledì scorso l'emendamento, che inseriva l'evento nella delibera che finanzia una lunga lista di altre iniziative, non è passato. Anzi, non è stato neppure votato. Il presidente Luca Lepore (Lega Nord) l'ha considerato illegittimo dal punto di vista formale e al momento del voto ha lasciato l'aula chiudendo di fatto la seduta. Non sarà possibile tornare a discuterne perché era l'ultima riunione del consiglio di zona prima delle elezioni amministrative. L'anno scorso alla festa "Via Padova è meglio di Milano" al Parco Trotter avevano partecipato migliaia di persone, che avevano così mostrato un volto diverso

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  • Storie

    Ieri ci abitavano veneti e bergamaschi. Oggi gli egiziani. Il documentario su una delle case di ringhiera più vecchie.

     

    Giovedì 31 marzo - Non si può capire via Padova se non si entra nei cortili delle case di ringhiera. Ieri ci abitavano veneti, bresciani, bergamaschi, calabresi e altri immigrati dalle zone povere del Belpaese. Oggi ci vivono egiziani, bengalesi, cinesi, filippini… arrivati dalle zone povere del mondo. E queste case di ringhiera sono le stesse di cinquanta, sessant'anni fa. Mai ristrutturate. Come nel caso della Corte d'America (nella foto), al civico 275, alle porte di Crescenzago: da sempre viene chiamata così, nessuno sa bene perché. Forse perché nei primi anni del secolo scorso era l'approdo di contadini e montanari

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  • Attualità

    Un vizio che ha conquistato anche gli italiani.

    Quello preferito dagli habitué di via Padova è alla mela: dolce e delicato. Per i fumatori di narghilé il tabacco aromatizzato è tutto. Nel quartiere sono due i locali, il bar del Sole e il kebap Karbush, dove non solo gli stranieri ma anche gli italiani si ritrovano per assaporare i fumi della grande pipa ad acqua. "Vengono studenti universitari e persone che sono state in vacanza nei paesi del nord Africa -spiega Anna che insieme al marito egiziano Amada gestisce il bar del Sole-. È lì che l'hanno provato la prima volta. Evidentemente gli è piaciuto e non vogliono rinunciarvi tornati a Milano". 

    Anche se il più gettonato è quello alla mela, gli amanti del narghilé

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  • Attualità

    Rischia di chiudere. Ha curato finora oltre 4mila persone.

    Martedì 22 marzo - Al posto delle solite riviste, nella sala d'aspetto trovi opuscoli sui diritti: alla salute, all'istruzione, al lavoro. Non solo in italiano, ma anche in arabo, cinese, tagalog o in una delle tante altre lingue dei migranti.

    Dal 1994 ha curato 4.300 persone, in gran parte immigrati e senza dimora. Oggi, però, l'Ambulatorio medico popolare di via dei Transiti, strada che congiunge via Padova con viale Monza, ha rischiato di chiudere. È infatti sotto sfratto. Questa mattina si è presentato l'ufficiale giudiziario: per fortuna l'ha rimandato. Tornerà il 16 giugno.

    "Quando abbiamo occupato questi locali il proprietario era sconosciuto. Erano pieni di detriti e li abbiamo ristrutturati -racconta Carlo Crosignani,

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  • Laboratori

    Al Parco Trotter le mamme italiane insegnano a quelle straniere la nostra lingua.

    Lunedì 21 marzo - Quando si è in un Paese straniero mancano le parole per esprimere idee, desideri, emozioni. Fatima, Angelica, Miriam lo sanno bene. Arrivate in Italia da pochi anni, non sanno che dire alle maestre dei loro figli. E non sono in grado di aiutarli nei compiti. La loro fortuna, però, è di aver trovato altre mamme, italiane, che hanno deciso di non far finta di niente. È nato così, sette anni fa, "Parole in gioco": ogni mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 14 alle 16, si ritrovano in uno dei locali della scuola del Parco Trotter, le une per insegnare italiano alle altre. Mentre i figli sono seduti tra i banchi nelle aule vicine, loro si cimentano con l'alfabeto, le doppie e i congiuntivi. "Vengono una quindicina di donne immigrate -spiega Francesca

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  • Attualità

    Si trova oltre lo svincolo per la tangenziale il secondo centro islamico di via Padova.

    Lunedì 14 marzo - Le sale rivolte verso la Mecca hanno grandi finestre e tutto l'ambiente è luminoso. Non c'è paragone con i garage o gli scantinati in cui di solito pregano i musulmani a Milano. In fondo a via Padova, al civico 366, oltre lo svincolo per la tangenziale est e a pochi passi dalla fermata Cascina Gobba della metropolitana verde, si trova il centro islamico nato nel giugno 2008, il più recente a Milano. È ancora poco conosciuto, non è stato finora oggetto di polemiche politiche. Del resto nessuno può lamentarsi della sua presenza.

    L'ex edificio Enel, circa 1.200 metri quadri di superficie e un cortile con il campetto da calcio per i bambini, è lontano da tutti: non ci sono case intorno e c'è un ampio parcheggio di fronte. A chi può dar fastidio? "Qui possiamo pregare

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  • Attualità

    Patch Adams arriva in via Padova, insieme a un gruppo di clown.

    Mercoledì 9 marzo - "L'amore è rivoluzionario": Patch Adams è arrivato alla Casa della carità di don Virginio Colmegna per dare il via al Milano clown festival. C'era l'auditorium gremito ad aspettarlo: i bambini della vicina scuola elementare, gli anziani del quartiere e gli ospiti della Casa della carità. Alto, con grandi baffi bianchi, si fionda tra i bambini con una finta e lunga candela al naso: ridono tutti, grandi e piccini. "Sia il vostro governo che quello degli Stati Uniti si sono dimostrati inadeguati ad accogliere gli immigrati -esordisce Patch Adams-. Ma con il sorriso e l'amore possiamo fare la rivoluzione". 

    Da adolescente, dopo la morte del padre, Patch Adams ha tentato di suicidarsi tre volte. "Durante l'ultimo ricovero ho capito che solo l'amore mi avrebbe salvato. Ho deciso allora di essere clown per tutta la vita, di essere sempre sorridente con le persone". La sua storia è raccontata nel

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  • Attualità

    Al Parco Trotter le mamme preparano dolci da tutto il mondo.

     

    Martedì 8 marzo - La cosa più bella che ho visto oggi è il mercatino dei bambini al Parco Trotter: ciascuno ha portato i giochi o i fumetti che vuole vendere e li ha esposti per bene sul tappeto o su una cassettina della frutta. Qualcuno ci ha messo su anche il prezzo. Macchinine, peluche, matite, album da colorare, bambole: non mancava niente. Che nostalgia, da bambino mi è sempre piaciuto fare la bancarella dei miei giochi.

    Per il terzo anno consecutivo sono ripresi oggi i martedì del "Parco in festa". Un'iniziativa, che andrà avanti fino ad ottobre, dell'associazione "La città del sole - amici del Parco Trotter" insieme alle mamme della scuole

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  • Inchieste

    I venditori bengalesi acquistano i fiori al mercato all'ingrosso gestito dal Comune di Milano.

     

     

    Lunedì 7 marzo - Per la festa della donna c'è fermento nel quadrilatero di palazzi compreso tra le vie Crespi, Marco Aurelio, Termopili e Transiti. Nei cortili delle case di ringhiera già da sabato c'era un via vai di scatoloni di mimosa. Nei loro minuscoli appartamenti i venditori bengalesi con pazienza la dividono in mazzetti. Di fronte a un phone center ne incontro quattro. Sono diffidenti, hanno paura che sia un vigile urbano in borghese. "Non facciamo nulla di male. Ci sequestrano la merce. In via Venini però c'è chi spaccia droga e lo lasciano fare". Mi chiedono come possono mettersi in regola: c'è chi

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  • Attualità

    La denuncia del Comitato Vivere in zona 2: in alcune case di ringhiera si sono formati dei ghetti.

    Venerdì 4 marzo - Ogni 50 metri ce n'è uno: "De Corato fa il poliziotto. La Moratti solo spot". I cartelli sono comparsi ieri e oggi si sono moltiplicati in via Padova. Li ha messi il Comitato Vivere in zona 2, che chiede una svolta. "I problemi si moltiplicano. Ma gli amministratori della città chi li ha visti?". Qualcuno si ferma a leggere e c'è chi ci scrive qualche commento (vedi foto). "È passato poco più di un anno dall'omicidio del giovane egiziano (avvenuto il 12 febbraio, ndr) e dal varo delle ordinanze sulla sicurezza -spiega Cesare Moreschi, presidente del Comitato-. E non è cambiato nulla. Ci si è limitati a intimidire gli stranieri, facendo le irruzioni nelle case e a istituire il coprifuoco".

    In via Padova ci sono problemi complessi. Due quelli più urgenti, secondo il Comitato: l'integrazione di stranieri di diverse nazionalità e la casa. "Si stanno creando dei ghetti, con alcune vecchie case di ringhiera in cui gli immigrati vivono stipati

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  • Attualità

    Il Sindaco è venuto in quartiere. La politica ha le sue esigenze: annuncia anche quel che non si è ancora fatto.

    Giovedì 3 marzo - Oggi il Sindaco di Milano è venuto in quartiere. Ha convocato giornalisti e fotografi sotto le volte del ponte della ferrovia in via Morandi, dietro il parco Trotter. Scopo: dare il via alla realizzazione della pista-ciclo pedonale che collegherà la pista ciclabile di via Padova con quella della Martesana. 

    Letizia Moratti non ha dunque tagliato nastri e neanche messo la prima pietra. Ha solo spruzzato, sull'asfalto del marciapiede, un po' di vernice gialla per disegnare il primo dei simboli della bici che indicheranno il percorso. Domani dunque nessuno speri di trovare la nuova pista, devono ancora costruirla: ma ormai la politica ha le sue esigenze, anche quella di sbandierare quel che ancora non si è fatto. Mi ha colpito l'assenza di cittadini: nessuno sapeva, soprattutto nessuno li ha avvertiti. 

    La pista ciclo-pedonale prevede che pedoni e bici debbano convivere. In pratica, sul marciapiede vengono disegnate le strisce gialle per indicare che ci possono passare anche i due pedali. Nel nostro caso, la pista ciclabile di via Padova

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  • Laboratori

    Gli Amici della Casa della carità hanno aperto una sportello di aiuto per gli anziani.

    Mercoledì 2 marzo - Chi mi ripara il rubinetto che gocciola? Non capisco che cosa mi abbia scritto l'Inps! Non ce la faccio più ad andare da sola al supermercato... Per un anziano i problemi della vita quotidiana possono sembrare insormontabili. In via Padova 276, dal 21 febbraio, c'è per loro un nuovo negozio: non vende merce, ma offre gratis aiuti e consigli. Lo ha aperto l'associazione Amici della Casa della Carità. "Nel quartiere vivono molti anziani, spesso ultraottantenni e soli -racconta Maria Grazia Guida, direttrice della Casa della carità-. Con questo sportello vogliamo aiutarli a trovare le soluzioni ai loro problemi". 

    I volontari hanno creato una banca dati con tutti i servizi, le associazioni e gli enti presenti nella zona. In questo modo possono mettere in contatto l'anziano o i suoi famigliari con chi poi concretamente potrà rispondere alle loro esigenze. "È un lavoro di rete sul territorio al quale teniamo molto", sottolinea Maria Grazia Guida. A pochi

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  • Storie

    In 48 anni di fronte alla vetrina di Tonino sono passate intere generazioni di migranti.

    Giovedì 24 febbraio - "Scarpe strette? Scarpe corte? Che sofferenza! Qui il sorriso torna". Il pannello in legno, con volti  sofferenti e altri sorridenti, risale agli anni '50 e riempie buona parte di una delle pareti. È dal 1963 che Tonino, siciliano d'Agrigento, cuce, incolla e ripara scarpe di ogni foggia e colore in questo piccolo negozio di via Padova 62. Ha 77 anni e gli acciacchi dell'età l'hanno ormai convinto a chiudere bottega. Ancora per pochi giorni alzerà la saracinesca (solo al mattino) per permettere ai clienti di ritirare le scarpe che hanno affidato alle sue mani callose. "Nessuno è disposto a rilevare l'attività", spiega un po' amareggiato. 

    La bottega di Tonino è piena di cimeli del passato. È un po' polverosa e ha il fascino dei luoghi vissuti. Alle pareti ci sono ancora i calendarietti da muro che faceva stampare per i clienti. Me ne mostra uno

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  • Attualità

    Al quartiere Adriano i cittadini chiedono nuove analisi dei terreni.

    Mercoledì 23 febbraio - Vogliono capire bene cosa c'è sotto i loro piedi. Gli abitanti delle nuove case al quartiere Adriano, in fondo a via Padova, sorte sull'area dell'ex Magneti Marelli, chiedono nuove analisi dei terreni. "Vogliamo la certezza che non ci siano residui di sostanze inquinanti -afferma Paolo Pinardi, membro del comitato Vivere in zona 2-. Prima della costruzione dei palazzi c'è stata una bonifica, ma dopo quello che è successo a Santa Giulia e in via Calchi Taeggi chiediamo che si facciano altri carotaggi per verificare che sia tutto a posto". La richiesta di ulteriori controlli è stata presentata, insieme al Comitato quartiere Adriano e a Legambiente, alla commissione urbanistica del Consiglio di zona 2 il 19 gennaio. È solo il primo passo. La stessa richiesta verrà presentata nei prossimi giorni all'Arpa, all'Asl e al Comune di Milano. 

    Nei quartieri Santa Giulia (a sud est di Milano) e in via Chalchi Taeggi (periferia sud ovest) la magistratura, nel 2010, ha posto sotto sequestro i terreni sui quali erano in progetto nuove abitazioni.

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  • Attualità

    Le vendite nelle ferramenta di via Padova dipendono dalle notizie dei telegiornali.

     

    Martedì 22 febbraio - Alla sera guardano i telegiornali e capiscono se nei giorni successivi venderanno lo spray di autodifesa al peperoncino. Una minuscola fetta degli affari di due ferramenta del quartiere dipende dalla cronaca. "Quando ci sono notizie di stupri o aggressioni a Milano sono sicuro che poi arriva gente in negozio a comprare lo spray urticante", spiega il titolare di Cariati Casalinghi in via Adriano. Conferma Luciano Sudati che con la sorella gestisce la ferramenta di via Padova 273: "Ne vendiamo un centinaio all'anno.

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  • Attualità

    Al test di italiano solo metà stranieri si sono presentati. Non è arrivata la raccomandata di convocazione.

    Venerdì 18 febbraio - Settimana scorsa vi ho raccontato del test di italiano per gli immigrati che hanno chiesto il permesso di soggiorno di lungo periodo. Nella sede d'esame di via Mosso (nel Centro di formazione territoriale), su 40 candidati se ne sono presentati solo 22. Strano. Possibile che tutti gli altri si siano resi conto all'improvviso di non essere in grado di superarlo?

    Ancora più strano è il fatto che anche nelle altre 6 sedi d'esame di Milano si siano presentati solo la metà: su 661 candidati, gli assenti erano 335. E dunque? Cosa è successo? La risposta è abbastanza semplice: la raccomandata di convocazione, inviata dalla Prefettura, non è arrivata in tempo.

    Tra chi si è presentato (326 immigrati) solo 37 sono stati bocciati. Nella sede di via Mosso l'unico che non ce l'ha fatta è Sinaia, il bangalese che avevo incontrato nel cortile della scuola. Analfabeta, non è riuscito a superare un test che valuta soprattutto la conoscenza dell'italiano

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  • Attualità

    Su Il Giornale di oggi un brutto titolo.

    Mercoledì 16 febbraio - È sempre antipatico criticare i colleghi, ma qualche volta è necessario. Su Il Giornale di oggi c'è un articolo dedicato a "L'Alveare. Hogar del nino", l'asilo nido famiglia di cui vi ho già raccontato nel post di venerdì 11 febbraio. A me è sembrata una bella esperienza: un gruppo di donne latino americane ha aperto un micro nido in cui sono ospitati sei bambini. 

    Alessandra Pasotti, autrice dell'articolo su Il Giornale la vede in maniera molto diversa. Legittimo. Però nel nostro lavoro le parole sono tutto, hanno un grande peso.

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  • Laboratori

    Una rete di famiglie accoglie le donne vittime di mariti o padri.

     

    Martedì 15 febbraio - Quando la violenza è in casa, non si sa dove rifugiarsi. Per questo un gruppo di associazioni ed enti sta creando nella zona 2 di Milano, di cui via Padova fa parte, una rete di famiglie in cui le donne, vittime della violenza di mariti, padri o fratelli, possano essere protette e confortate. Il nome del progetto è "Una sosta nell'oasi". "Per ora sono tre le coppie che si sono rese disponibili -spiega Maria Grazia Guida, direttrice della Casa della Carità-. Nelle loro case le donne trovano quella tranquillità che consente loro di sfogarsi, essere ascoltate, riflettere e decidere

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  • Laboratori

    Dodici migranti leggono l'Odissea. Installazioni video nei negozi di via Padova.

    Lunedì 14 febbraio - Chi meglio di un migrante può capire l'angoscia di Ulisse in balia delle onde? Domani pomeriggio alle 18.30 nel mini market bengalese Aladins, in via Padova 179, sarà inaugurata "Ulysses", serie di brevi video (circa 2 minuti) in cui un immigrato legge alcuni versi del canto quinto dell'Odissea. Il primo lettore è Nazmul (nella foto sul set, tra i binari della stazione centrale), ventenne bengalese, che sopravvive a Milano facendo l'interprete per i suoi connazionali e per alcune istituzioni. 

    "Abbiamo scelto questo canto perché narra il naufragio di Ulisse e la sua solitudine: condizioni che vivono molti stranieri",

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  • Laboratori

    Un gruppo di mamme latino americane ha fondato L'Alveare, asilo nido autogestito.

    Venerdì 11 febbraio - Appena entro Ester, occhi scuri e riccioli castani, mi porge un mattoncino in plastica, di quelli grandi che non finiscono in gola. La ringrazio, mi fa un bel sorriso e subito me ne porge un altro, e poi un altro ancora... Ha un anno e mezzo e vuole giocare. Non potevo aspettarmi migliore accoglienza al nido famiglia "L'Alveare. Hogar del niño". Hogar in castigliano significa focolare, casa. Non siamo a Lima o a Bogotà, ma a Milano, in via Fonseca Pimentel 5, in una palazzina con vista del ponte della ferrovia che taglia in due il quartiere di via Padova.

    L'Alveare è stato fondato ed è gestito da un gruppo di mamme latino americane. "Ospitiamo sei bambini da 0 a 3 anni, da lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16.30 -spiega Caterina, 29 anni, peruviana, una delle due educatrici che ci lavorano-. È nato per aiutare quelle mamme che non riescono a trovare posto negli asili comunali perché non hanno ancora la residenza a Milano o sono senza documenti e non possono certo permettersi le rette di quelli privati".

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  • Attualità

    Sinaia, Ivan, Maria e gli altri immigrati al test di italiano.

     

    Martedì 8 febbraio - Sinaia è nato in Bangladesh ed è analfabeta. Dal 2002 è in Italia e ha imparato la nostra lingua stando dietro la sua bancarella di bigiotteria. È uno dei 40 immigrati che oggi hanno sostenuto l'esame di italiano al Ctp (centro formazione professionale) di via Mosso per poter ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Lo incontro nel cortile della scuola prima dell'esame: "Sono un po' teso", mi dice scandendo lentamente le parole, quasi andasse a cercarle. È la prima volta che a Milano si svolge il test di italiano: in tutta la città i candidati sono 662, suddivisi in sette sedi di esame. 

    Nel cortile ci sono altri stranieri. Ivan e Maria, coniugi provenienti dalla Moldavia, sono sorridenti e sciolti di parlantina: lui è

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  • Attualità

    Controlli a tappeto nell'ex residence Jolly Inn.

    Martedì 8 febbraio - Questa mattina nell'ex residence Jolly Inn la sveglia l'hanno data vigili urbani e poliziotti. Hanno bussato ad ogni porta per verificare il rispetto dell'ordinanza del Comune di Milano che obbliga inquilini e proprietari a presentare al comando di zona 2 della polizia locale un modulo in cui autocertificano quante persone vivono in ciascun appartamento. Nel palazzo alto 9 piani di via Cavezzali 11 gli inquilini pagano fino a 900 euro al mese tra affitto e spese della corrente elettrica per monolocali (in tutto sono 194) di 18 metri quadrati.

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  • Attualità

    Martedì 8 febbraio il test di lingua per gli immigrati. In via Padova 40 candidati.

    Per chi lo passa, la vita migliorerà. Martedì 8 febbraio anche a Milano si parte con gli esami di italiano per gli stranieri che hanno fatto richiesta di un permesso di soggiorno di lungo periodo (dura 5 anni). I candidati sono 662 tra il capoluogo e la provincia. Chi lo supera non dovrà più fare ogni anno lunghe file in Questura per rinnovare tutta la documentazione che permette di rimanere in Italia. A Milano sono 7 i Ctp (centri di formazione permanente) che ospiteranno le sessioni d'esame. E una di questi è anche nella zona di via Padova, in via Pontano 11: lì saranno in 40 a cimentarsi con la comprensione orale e scritta di alcuni brani in italiano e con la redazione di piccoli testi.

    Agli stranieri viene chiesto di superare un esame di italiano, ma non ci sono corsi organizzati per prepararsi ad affrontarlo. Certo ci sono le scuole gestite dal volontariato e dalle parrocchie, ma non hanno

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  • Attualità

    La tivù sempre accesa su Al Jazeera, col pensiero ai parenti che rischiano la vita.

    Nei kebap, nei phone center e anche nelle macelleria islamiche di via Padova c'è quasi sempre una tivù accesa su qualche canale arabo. Ma da quando è scoppiata la rivolta in Egitto, sono sintonizzate solo su Al Jazeera. Lo sguardo è rivolto verso l'alto dove è posizionato il televisore e il pensiero è per i parenti che vivono al Cairo. 

    Da Karbush, il kebap che è all'angolo fra via Padova e via dei Transiti, Hamed, 60 anni, vestito con un elegante completo grigio come i suoi capelli, guarda assorto la diretta dalla piazza Tahrir: "Il problema è che ora Mubarak non può andarsene, c'è troppo caos, ci vuole una fase di transizione". Ma è l'unico a pensarla così. Mohamed, 40enne, accusa: "Ho una sorella

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  • Attualità

    Immigrati si offrono di aiutare gli anziani a fare la spesa. Ma nessuno si fida.

    L'idea è proprio bella ed è venuta a un gruppo di giovani immigrati che abitano in via Padova: dedicare un po'  di tempo agli anziani del quartiere aiutandoli a fare la spesa. Sono circa 15 e fanno parte del "Comitato stranieri avanti insieme", nato nel giugno 2010 all'interno dei corsi di italiano organizzati da Villa Pallavicini. Peccato, però, che finora nessuno abbia accettato la loro offerta di aiuto. Forse perché sono immigrati? 

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  • Inchieste

    A ritmo di rock e alleluia, nuovi pastori infervorano i fedeli in cortili e seminterrati.

    I cortili di via Padova e dintorni riservano sempre sorprese. Provate ad andare una domenica in via Arqua 15: dalle 8 alle 20 è un via vai di predicatori e fedeli. Quelli che una volta erano magazzini e depositi sono diventati i templi di sei chiese evangeliche, di cui cinque fondate da immigrati: nella "Iglesia de la Palabra viva international" pregano peruviani ed ecuadoriani, nella "Gesù è il Signore per tutte le nazioni" (Gsn) si ritrovano russi, ucraini, moldavi e chiunque sia originario degli ex Paesi sovietici. Cantano a squarciagola anche i filippini della "Church international christian ministry" e i fedeli dell'unica enclave italiana, "Vivere in Cristo", che al termine della loro celebrazione cedono lo spazio ai fratelli ghanesi e nigeriani.

    L'inchiesta del numero di febbraio di Terre di mezzo - street magazine parte anche dal cortile di via Arqua per indagare "Le nuove vie del Signore": 

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  • Attualità

    Palazzo Marino ha deciso di non rinnovare l'ordinanza sulla chisura serale di bar e ristoranti.

    Fine del coprifuoco in via Padova. Oggi la Giunta di Letizia Moratti ha deciso di non rinnovare l'ordinanza che limita l'orario di apertura serale degli esercizi commerciali. Una decisione che non riguarda solo via Padova, ma anche le altre vie e quartieri di Milano su cui il Comune aveva varato provvedimenti analoghi (via Paolo Sarpi, viale Espinasse, viale Bligny, via Imbonati - Comasina e piazzale Corvetto). "Negli ultimi cinque mesi non sono stati registrati fatti di rilevanza criminale -ha spiegato Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, nella conferenza stampa di questa mattina-. È la dimostrazione che sono state efficaci".

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  • Storie

    Ha 82 anni e la trovate nei mercati del quartiere.

    "Lo scriva: sono l'unica vu' cumpra' italiana e ho 82 anni!": Anna, capelli biondi (tinti) e occhi azzurri incorniciati dalla montatura color oro degli occhiali, ha conservato il suo accento napoletano anche se vive a Milano dal 1960. Al mercato del mercoledì di via Padova (all'altezza di via Emo) espone la sua merce in una teca appoggiata su uno sgabello: "Bigiotteria artigianale. Vendita e riparazioni. Angolo dell'usato", si legge sul cartello. "Non è tanto per quel che guadagno -spiega-, ma per stare in mezzo alla gente. Da tre anni faccio questo mestiere e da allora sto bene: prima ero sempre dal dottore, mi sentivo vecchia, piena di dolori".

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  • Attualità

    Alla Casa della Carità sempre meno ospiti riescono a ricostruirsi una nuova vita.

    È sempre più difficile aiutare i poveri. È l'amara constatazione che emerge dal bilancio 2010 della Casa della Carità. L'anno scorso infatti "solo" 121 ospiti hanno trovato casa e lavoro e iniziato una vita autonoma fuori dalla struttura di via Imbonati. Un record negativo rispetto agli ultimi cinque anni: nel 2005 erano stati 244, saliti nel 2006 a 328. Dopo quella "buona annata", è iniziato il trend negativo: 211 nel 2007, scesi a 2004 nel 2008 e a 163 nel 2009.

    "Le ragioni sono tre -spiega don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, fondata nel 2004 a Crescenzago, in fondo a via Padova-. I nuovi ospiti sono sempre più giovani e distrutti dal punto di vista relazionale e psicologico. Occorrono quindi più tempo e più energie per aiutarli a ricostruirsi una vita. Inoltre pesa la crisi economica, che rende più arduo trovare un lavoro. Infine, gli affitti a Milano sono ormai inaccessibili a un giovane con un impiego precario".

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  • Attualità

    Le ordinanze coprifuoco? Un fallimento. Propone più cultura e sostegno agli anziani.

     

    "Le ordinanze coprifuoco non sono servite a nulla". Su via Padova propone "un'indagine sulla composizione etnica del quartiere e una campagna di sostegno agli anziani". Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per il centro sinistra, mercoledì 26 gennaio (ore 21) sarà nella Chiesetta del Parco Trotter per incontrare la popolazione e le associazioni del quartiere. Si apre così la campagna elettorale nella zona di via Padova, quando mancano pochi giorni alla scadenza delle ordinanze sulla sicurezza, varate dalla giunta Moratti nel marzo del 2010 dopo che in una rissa è stato ucciso (il 12 febbraio) un 19enne egiziano. "Va contro ogni logica pensare di risolvere i problemi sulla sicurezza spegnendo le luci dei luoghi di ritrovo e di aggregazione, desertificando intere strade e, di fatto, isolando ancora di più i cittadini- afferma Giuliano Pisapia-. Ricorrere ad una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio non può e non deve essere l’unica risposta data da un’amministrazione comunale".

     

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  • Storie

    Intorno a tre grandi vassoi di cous cous, il racconto di chi abita nell'ex Jolly Inn.

    Come promesso Hafida ha preparato il cous cous, di due tipi: uno con verdura e carne, l'altro con la frutta secca. Domenica 23 gennaio nell'ex residence Jolly Inn di via Cavezzali, c'è stato un piccolo banchetto, con cui Hafida e suo marito Babzein hanno voluto ringraziare i vicini di casa e i militanti del comitato antirazzista per la solidarietà che hanno dimostrato loro lunedì scorso: sono sotto sfratto e la presenza di tante persone ha scongiurato l'arrivo dell'ufficiale giudiziario (vedi post precedente)

    Alcune vicine hanno aiutato Hafida: hanno preparato insieme tre crostate e allestito, al secondo piano, la tavolata nell'ottagono da cui partono i tre corridoi lungo i quali ci sono i monolocali. Chi passava poteva accomodarsi. Ho conosciuto alcuni degli inquilini di questo palazzo di volta in volta definito da giornali e tivù "fortino degli immigrati", "cancro per tutta la città", "casba milanese". Nel 2006 una guardia giurata che controllava lo stabile ha ucciso un inquilino magrebino. Settimana scorsa un commerciante mi ha detto: "Non ci vada in quel palazzo, è pericoloso".

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  • Attualità

    Ogni giorno buoni pasto e altri aiuti per sostenere 500 persone.

    Dopo la preghiera è un via vai dal piccolo ufficio sul fondo della grande sala della Casa della cultura islamica di via Padova 144: "Salam aleikum", uno sguardo d'intesa e Enzo Venturini Abdel Quddus, italiano convertitosi 27 anni fa, stacca un buono pasto. "Da circa un anno facciamo questo servizio -spiega-. Con la crisi economica la gente continuava a chiederci aiuti e abbiamo deciso di organizzarci". Sono circa 500 le persone in difficoltà assistite con buoni pasto (che possono spendere in alcuni kebap di via Padova), buoni spesa e pacchi alimentari. Nel 2010 il centro islamico ha destinato circa 20mila euro in aiuti: 12mila per i buoni pasto, 7mila per i buoni spesa e il resto in pacchi alimentari.



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  • Laboratori

    Al Teatro Officina il pubblico lancia i suoi desideri.

    Alla fine della serata gli aeroplanini di carta sono volati davvero. Il programma prevedeva che portassero idee nuove, sono invece stati messaggeri dei desideri del pubblico presente all'evento spettacolo "Cantiere via Padova. Prove aperte per un progetto collettivo", organizzato dal Teatro Officina giovedì 20 gennaio.

    Ogni spettatore ha scritto su un foglio che cosa vorrebbe per via Padova. Poi ne ha fatto un aeroplanino e l'ha lanciato agli altri. Chi lo prendeva al volo leggeva. Riporto tre desideri, quelli che forse sintetizzano meglio tutti gli altri: 

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  • Laboratori

    Questa sera nuovo spettacolo al Teatro Officina.

    Dimitri, romeno, nel suo Paese era un abile artigiano del vetro. Venuto in Italia ha fatto di tutto per vivere: manovale, facchino, corriere. Man mano che stava in Italia cresceva in lui un malessere, interiore. Ha vissuto in strada fino a quando non è approdato alla Casa della Carità di don Virginio Colmegna. E lì Massimo de Vita, attore, regista e dal 1976 direttore artistico del Teatro Officina, l'ha incontrato: "Era taciturno, ma quando gli ho chiesto cosa facesse in Romania i suoi occhi si sono accesi e mi ha raccontato tutta la sua arte, la sua capacità di soffiare il vetro e dargli ogni forma".

    Quella di Dimitri è una delle storie raccolte da Massimo de Vita in circa due anni di ricerca tra la gente che vive in via Padova. Le racconterà questa sera, giovedì 20 gennaio (ore 21) al Teatro Officina per la prima serata del "Cantiere via Padova. Prove aperte per un progetto collettivo".

     

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  • Storie

    Hafida vive con suo marito Babzein e i due figli piccoli nell'ex residence Jolly Inn in via Cavezzali. Paga 900 euro al mese per 18 metri quadrati.

    Inizio questo diario da via Padova raccontandovi di Hafida, 33 anni, immigrata dal Marocco. Con suo marito Babzein e i due figli piccoli abita nell'ex residence Jolly Inn di via Cavezzali 11. Il loro appartamento è di 18 metri quadrati, pagano ogni mese 550 euro di affitto, altri 100 euro di spese condominiali e, dato che nel palazzo alto 9 piani non c'è riscaldamento, circa 300 euro di corrente elettrica che serve per fare andare la stufetta e per cucinare. La somma è consistente: almeno 900 euro (per 18 metri quadrati!). 



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