Fausto Trucillo è uno degli organizzatori di Fa' la cosa giusta! , la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. E' autore di Come passare al software libero e vivere felici, piccola guida di introduzione al software libero.
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Eco-geek (c'est chic)
Per raffreddare i computer si usa il freddo. Geniale no?
I datacenter sono degli enormi casermoni pieni di computer che ospitano i dati degli utenti. L'importanza dei datacenter è cresciuta moltissimo negli ultimi anni, per la cosidetta rivoluzione del web 2.0: sempre più persone infatti utilizzano servizi come Youtube, Facebook o Flickr per archiviare i propri files. Le aziende che propongono questi servizi sono quindi sempre più affamate di spazio, magari a buon mercato.
I datacenter come i computer hanno la tendenza a surriscaldarsi, e per raffreddarli si usano potenti (e dispendiosi) sistemi di climatizzazione. Oggi sembrerebbe che i datacenter siano responsabili del 2% di emissioni globali di Co2. L'Islanda, paese che sta ancora cercando di riprendersi dalla crisi delle sue banche, ha avanzato la proposta di ospitare i datacenter sul proprio suolo. Il vantaggio è evidente: la terra dei ghiacci è il luogo ideale dove tenere al fresco un computer. Si possono così ridurre drasticamente i consumi dovuti alla climatizzazione. Inoltre quasi tutta l'energia prodotta sull'isola è rinnovabile, grazie allo sfruttamento dei geyser.

Non è detto che i vantaggi superino gli svantaggi: l'Islanda non è esattamente dietro l'angolo, e spostare lì i datacenter potrebbe rivelarsi estremamente costo. Nel frattempo alcune grandi aziende si stanno attrezzando come possono: non si sa se nella scelta pesa di più la preoccupazione ecologista o la bolletta della luce, sta di fatto che molti famosi hosting di dati stanno montando pannelli solari sugli enormi tetti dei loro datacenter. In attesa del trasloco nella terra dei geyser è un bel passo avanti.


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