Fausto Trucillo è uno degli organizzatori di Fa' la cosa giusta! , la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. E' autore di Come passare al software libero e vivere felici, piccola guida di introduzione al software libero.
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Eco-geek (c'est chic)
Ritornare alla terra, almeno in maniera virtuale.
C'è un virus che sta contagiando gli utenti di Facebook: no, non è una versione informatica della febbre suina, nè un programma che ruba la nostra identità. E' Farmville. Si tratta di un giochino in cui l'utente deve coltivare una fattoria, con l'obiettivo di ingrandirla e renderla sempre più bella. Detto così sembra un po' stupido, in realtà ha già contagiato migliaia di utenti (e un bel po' sono mie conoscenze).

Si parte con un piccolo appezzamento e una manciata di semi e, se si è bravi, si arriva ad avere un enorme appezzamento, con tutti i problemi che questo comporta: usare o non usare il trattore? Agricoltura intensiva o riscoperta della biodiversità? E cosa ci fa quell'elefante nel mio prato? Domande a cui non sempre c'è una risposta... Per dimostrarvi che la febbre è realmente pericolosa guardate questo video.
Per tuti coloro che ormai sono addicted di Farmville oggi c'è una soluzione: cioè c'è sempre stata, in realtà. Andate a lavorare la terra!! Per davvero! Si può fare e non è difficile e le soddisfazioni sono più grandi di quelle del videogame. Anche se abitate in una grande città sono sempre più diffusi i progetti di orti urbani, piccoli terreni messi a disposizione dai comuni a pochi passi dal centro. A Milano si può provare a partecipare al bando per gli orti del Parco delle Cave e del Bosco in Città. Se poi le vostre conoscenze agricole fossero limitate a Farmville, ecco un bel post di ecoblog che vi spiegherà i primi passi per coltivare il vostro orto. E stavolta potrete anche mangiare ciò che coltivate.


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