Fausto Trucillo è uno degli organizzatori di Fa' la cosa giusta! , la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. E' autore di Come passare al software libero e vivere felici, piccola guida di introduzione al software libero.
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Revolutionary Road
Le iniziative di alcuni paesi europei per promuovere la sostenibilità a tavola.
Le notizie di oggi non sono freschissime, ma ve le giro lo stesso, prima che scadano. Si tratta di due iniziative, una svedese e una della regione spagnola dell'Andalusia accomunate dall'attenzione a un prezioso strumento: l'etichetta dei cibi. Sia a nord che nell'estremo sud dell'Europa sono nate iniziative per promuovere un'alimentazione più rispettosa dell'ambiente tramite la certificazione e l'indicazione sul prodotto.
In Svezia hanno ridefinito le regole per poter definire un prodotto come biologico: entro il 2012 i produttori dovranno attenersi a normative molto più rigide come la lotta ai prodotti chimici e l'impiego di energia pulita per il funzionamento dei trattori. Una serie di indicazioni che rendono la certificazione bio svedese tra le più rigide a livello mondiale.
In Andalusia viceversa hanno posto l'attenzione sulle emissioni: un'etichetta mostrerà la quantità di co2 prodotta per il confezionamento di ogni prodotto. Nella fase iniziale l'etichettatura sarà obbligatoria per tre prodotti, pomodorini, olio d’oliva e un vino andaluso, prima di essere estesa ad ogni tipologia di alimento.

Da anni la certificazione è al centro di un vivace dibattito: una garanzia di controllo o un marchio per creare una nicchia di mercato? In attesa della risposta è fondamentale osservare le sperimentazioni di altri paesi europei, per poi proporre l'introduzione delle normative più efficienti anche nel nostro paese. Sempre in attesa dell'introduzione dei commenti nel blog [argh..] sarò lieto di pubblicare altre esperienze di certificazione innovativa in giro per il mondo.


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