Terre. blog
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Fausto Trucillo (Blogger)
faustotrucillo@terre.it
Idee geniali per sentirsi sostenibili (o quasi).
  • Revolutionary Road

    Enuncio la poetica del mio blog e parlo dei vestiti dei cartoni animati.

    Un caro amico, che scrive per un giornale che si occupa ampiamente di sostenibilità, mi ha rimproverato di scrivere di idee e progetti senza verificarli con mano. E' proprio vero. L'idea di questo blog è quella di segnalare quelle notizie legate al tema della sostenibilità che mi sembrano interessanti e innovative. Non l'avevo ancora scritto e ne approfitto per farlo. Vorrei che la verifica di ciò che scrivo venisse da chi legge, che può utilizzare i commenti per dare conferme o sbugiardarmi. O meglio potrà farlo, quando i commenti saranno abilitati [presto, molto presto].

    Detto questo però credo che sia senz'altro vero che le idee migliori siano legate all'osservazione diretta. Per cui racconterò un fatto di vita vissuta.

    Di solito il mio abbigliamento è molto semplice: un paio di pantaloni, quasi sempre gli stessi, e una maglietta monocolore, di una tinta diversa giusto quando voglio cambiare aspetto. Insomma, il mio look abituale è quello dei cartoni animati. 

    Ogni anno faccio la scorta di magliette colorate più o meno dello stesso modello: l'anno scorso sono andato ad acquistarle in un famoso negozio di articoli sportivi e devo ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che alla cassa mi venisse dato un sacchetto biodegradabile derivante da amido di mais. Un'iniziativa adottata ben prima che entri in vigore la normativa che la renderà obbligatoria. Sono rimasto talmente colpito da decidere che anche quest'anno avrei acquistato le mie magliette dei cartoni animati in quel negozio. Con mia grande sorpresa ho scoperto stavolta che le mie magliette, quelle che acquisto ogni anno, stavolta le hanno fatte solo in cotone biologico certificato. Non male, le magliette dei cartoni, quelle monocolore normali, da quest'anno sono bio. Sembrerebbe che il biologico sia diventato uno standard. Caspita, posso avere facilmente un intero guardaroba sostenibile.

    In realtà non è che ci sia moltissimo da festeggiare, quelle magliette hanno ancora un sacco di problemi: non si sa se vi è sfruttamento del lavoro minorile, se viene pagato il giusto prezzo, di certo non è un prodotto a chilometro zero. Però ogni tanto vale la pena gustarsi una piccola vittoria, un uno- a-zero-palla-al-centro. Almeno fino al prossimo anno, quando mi recherò a comprare le mie magliette dei cartoni animati e scoprirò se ci sono altre piacevoli novità.

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