Fausto Trucillo è uno degli organizzatori di Fa' la cosa giusta! , la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. E' autore di Come passare al software libero e vivere felici, piccola guida di introduzione al software libero.
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Pensierini
Un'inchiesta in Repubblica Ceca ha mostrato come una protesta ambientalista possa diventare un ricatto economico. E a beneficiarne non è l'ambiente.
Su Presseurop, un portale di notizie provenienti da diversi paesi europei, è stato pubblicato un'interessante articolo su una vicenda di ricatti e corruzione in Repubblica Ceca. Non sarebbe nulla di interessante se non fosse che l'oggetto del ricatto era chiedere soldi per non opporsi ad alcuni progetti immobiliari. In pratica sembrerebbe che alcuni singoli ecologisti, ma anche alcune associazioni ambientaliste, sfruttino le loro conoscenze di cavilli e normative non tanto per fermare i loro progetti, per farsi pagare dalle aziende per non opporsi.
Il confine tra opporsi a un progetto e fare un ricatto può essere assolutamente labile: l'articolo cita come esempio, un po' a sproposito, la posizione di Al Gore, che da un lato denuncia il riscaldamento globale e dall'altro siede nel consiglio di amministrazione di società che si occupano di azzerare le emissioni. Ovviamente un'ambiguità di questo tipo assolutamente non si può definire un ricatto, ma comunque fa riflettere.
Queste vicende non possono screditare il lavoro fatto dalle associazioni ambientaliste in tutto il mondo, ma devo assolutamente mettere in guardia di fronte a possibili distorsioni, che purtroppo non sono impossibili.




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