Fausto Trucillo è uno degli organizzatori di Fa' la cosa giusta! , la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. E' autore di Come passare al software libero e vivere felici, piccola guida di introduzione al software libero.
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Pensierini
Un 18enne nepalese ha prodotto un pannello solare che sfrutta come conduttore i capelli.
A 18 anni si fanno un sacco di cose: si esce con gli amici, si guardano le partite, si studia, si guardano le partite (l'ho già scritto?). In Nepal evidentemente non guardano le partite, ma costruiscono piccoli pannelli solari. Sarebbe una notizia sensazionale in sè il fatto che un 18enne si sia progettato il suo pannello da solo, ma c'è dell'altro. Il costo finale per produrre il pannello è di 23 sterline. Milan Karki, l'inventore, è riuscito infatti a inventare un sistema che al posto di utilizzare il silicone usa capelli umani, un materiale decisamente meno costoso. Avete letto bene: si tratta proprio di capelli, un materiale di cui bene o male tutti sono dotati (vabbè, quasi tutti, ogni riferimento a altri blogger di terre di mezzo è puramente casuale).
Con un pannello così composto si può produrre energia per ricaricare un cellulare oppure un piccolo apparecchio elettronico. Di seguito il link all'articolo del Daily Mail, in basso invece un potenziale produttore di pannelli solari colombiano.

Aggiornamento: sembra proprio che si tratti di una bufala. Qui potete trovare un articolo di Craig Hyatt che dimostra come non si riesca a usare i capelli per produrre energia. Peccato (per i capelloni)


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