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Mondo
C'è chi dice che il G8 sia al capolinea. Cosa diventerà?
"All’Aquila il G8 è davvero arrivato al suo canto del cigno -scrive Franco Venturini sul Corriere della Sera di oggi-. Non perché abbia sfigurato, nella preparazione e nei risultati, rispetto alla maggioranza delle riunioni precedenti. Non perché sia tramontata la voglia, sempre viva e sempre utopica, di un «governo mondiale» il più possibile ristretto. Ma piuttosto perché, a forza di cambiare, il mondo non può più permettersi il lusso di un salotto buono troppo selezionato".
Così, mentre già si prepara il G14 di Pittsburgh a settembre e il presidente francese Sarkozy annuncia che il G8 del 2011 in Francia sarà "come minimo un G13", ci si interroga sul futuro dei vertici internazionali. Più o meno grandi.




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