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Andrea Rottini (Redattore)
redazione@terre.it
  • Medio Oriente

    La propaganda di Ahmadinejad usa (male) il fotoritocco digitale.

    Il collega Fausto Trucillo, sempre molto attento, ha scovato in rete la notizia riportata dal fotografo iraniano Mohammad Kheirkhah, che ha svelato i trucchetti usati dal regime di Ahmadinejad per moltiplicare a dismisura le fotografie dei sostenitori del presidente iraniano.

     

    L'immagine sotto accusa (qui sopra) è apparsa martedì 9 giugno sul quotidiano conservatore Kayhan, pubblicato dall'omonimo istituto sotto la diretta supervisione dell'ayatollah Khamenei. Osservandola, l'occhio esperto di Kheirkhah ha fatto notare che la propaganda del contestato presidente iraniano ha usato in modo grossolano lo strumento "cloning" del popolare programma di fotoritocco Phothoshop, che consente di riempire uno sfondo moltiplicando più volte la stessa porzione di immagine, ottenendo un effetto che fa apparire la folla molto più numerosa di quanto non sia.

    Del resto, come ricordava ieri l'autorevole Christian Science Monitor, il regime degli ayatollah non è nuovo all'uso del fotoritocco per fini propagandistici: se ne era già accorto l'anno scorso il New York Times, facendo rilevare che, in una foto diramata dal sito dei Guardiani della rivoluzione, i tre missili lanciati da una postazione militare iraniana erano diventati quattro. Magia del fotoritocco.

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