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Andrea Rottini (Redattore)
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  • Europa

    Il Corriere racconta la periferia che mette in crisi la Svezia

    Il compassato modello svedese stavolta è messo a dura prova. Basta andare a Rosengard, quartiere popolare di Malmö, terza città della Svezia e dirimpettaia di Copenhaghen, a cui è collegata dal famoso ponte sull'Öresund. Per il Corriere della Sera lo ha fatto l'inviato Paolo Salom, che ne da' conto in un reportage pubblicato oggi, primo di una serie di "Viaggi nelle città dell'integrazione difficile".

    A Malmö, su 270 mila abitanti centomila sono stra­nieri, per lo più concentrati a Rosengard e din­torni. Nel quartiere, in cui è cresciuto anche il campione interista Zlatan Ibrahimovic, ci sono "cento e più nazionalità", come racconta Stefan Alfelt, cor­rispondente locale di Aftonbladet, uno dei principali quotidiani svedesi, all'inviato del Corriere. "Pochi di lo­ro hanno un’occupazione. In alcune zone i sen­za lavoro sono addirittura l’86% degli adulti. I giovani crescono osservando i genitori che vi­vono di carità pubblica. Sanno di essere senza speranza e si comportano di conseguenza: fan­no la guerra".

    Per il momento una guerra intestina, con bande che si sfidano tra loro. Ma ogni tanto si fanno sentire anche fuori. "Ai primi di marzo - racconta Salom- è bastato l’arrivo della naziona­le israeliana di tennis, in impegnata in Coppa Da­vis contro la Svezia a far in­sorgere la comunità islamica, in quell’occasio­ne alleata dei centri sociali svedesi e i black blok di tutta Europa".

     

     

     

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