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Europa
Mediajournalism: Le monde racconta le carceri francesi.
La vita nelle carceri francesi, attraverso le immagini e le voci di quattro detenuti raccolte dai giornalisti di Le monde.
Molto interessante la tecnica utilizzata, un montaggio di fotografie corredato dalle vive voci dei protagonisti, sul modello dei servizi del sito americano Media Storm, fondato dal giornalista Brian Storm e sostenuto dal Washington Post: un esempio di come si possa fare un giornalismo di grande qualità e di grande resa, anche su internet.
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Europa
Apre la clinica per cuori infranti.
Un vostro amico ha il cuore infranto? Potete raccoglierne i cocci e imbarcarlo sul primo volo per Amsterdam. No, non per proporgli sbronze di birra o altri diversivi poco ortodossi, ma per mandarlo al Vu Medical University Center: una clinica vera e propria dove verrà accolto da medici e psicologi, pronti a curarlo con la terapia dell'ascolto e tecniche psicologiche, come racconta il corrispondente del quotidiano La Stampa.
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Europa
"L'Espresso" indaga sull'agroalimentare controllato dalla mafia.
"La mafia è in tavola, tra la verdura e la frutta". Lo dice Paolo Biondani del settimanale L'Espresso, autore di un'inchiesta sulla "longa manus" della malavita organizzata sul settore agroalimentare italiano.
"Per misurare l'assurdità dei meccanismi di funzionamento di questo settore-vetrina del made in Italy, uno dei pochi che in teoria sarebbero in grado di resistere alla crisi, basta entrare in uno a caso dei grandi supermercati all'ingresso di Vittoria, capitale siciliana del pomodoro ciliegino (la versione senza marchio del più celebre Pachino)
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Europa
Ecco perché l'Italia attrae meno laureati della Turchia.
"Xenofoba non per razzismo ma per pigrizia, clientelismo, gelosia accademica e professionale. Risultato: su 20 milioni di laureati dei paesi Ocse che arricchiscono i paesi nei quali si sono trasferiti, quelli che hanno scelto l’Italia sono lo 0,7%. Meno di quanti hanno scelto la Turchia".
Lo dice oggi Gian Antonio Stella sul Corriere della sera, anticipando i dati di un rapporto che verrà presentato sabato prossimo a Pisa, dal titolo «Brain Drain and Brain Gain» organizzato alla Scuola Superiore «Sant’Anna » dalla fondazione Rodolfo
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Viaggio a Neukölln, il quartiere berlinese dell'integrazione mancata.
"Ci sono gli alberi, tanti, le strade sono pulite, le case sembrano decenti, i ristoranti etnici accettabili. Non siamo in un ghetto. Siamo però nel regno dell'autoisolamento, delle comunità chiuse: turchi con turchi, tamil con tamil, arabi con arabi e via dicendo per 139 etnie. Integrazione mancata da Ventunesimo Secolo, muri, degrado, subculture e conflitti coperti dallo Stato sociale che dipinge i condomini. Sotto la crosta urbana, umanità alla deriva".
Danilo Taino, corrispondente del Corriere della Sera dalla Germania, descrive così il quartiere di Neukölln a Berlino, un'enclave dove la criminalità è del 40% più
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Europa
A giugno, un ex clandestino verrà ordinato prete.
Il diacono Marra Bangaly, che presta il suo servizio nella chiesa di piazza Esquilino, è arrrivato in Italia 16 anni fa.
Clandestino, di famiglia islamica osservante, si è convertito e a giugno sarà ordinato prete dal cardinale Tettamanzi.
Una storia da non perdere, raccontata da Repubblica. Per ricordarci che l'Italia multietnica è già una realtà.
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Milano: un Regio decreto del 1931 detta legge anche nel 2009
Una parte di Milano è multietnica, l'altra non vuole esserlo. La città in cui risiedono ormai più di 200mila stranieri (fonte: Ismu, 2008) vive una schizofrenia in cui gli immigrati possono fare qualsiasi cosa, dalle badanti ai pony express, ma non guidare un mezzo pubblico dell'Atm.
Colpa di un Regio decreto (sì: "Regio") in vigore dal 1931, che impedisce agli stranieri di guidare un tram, una metropolitana, un autobus.
Così, un giovane marocchino di 19 anni, regolare e diplomato in una scuola professionale italiana per elettricisti, ha fatto ricorso al tribunale del lavoro contro l'Atm-Azienda trasporti milanesi che, dicono i suoi legali, "assume soltanto cittadini italiani
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"Repubblica" mette il naso nel decreto del Governo per la ricostruzione dell'Abruzzo.
Lo hanno ribattezzato "Decreto Abracadabra", un titolo ironico per indicare la "magia" di estrarre dal cilindro delle casse dello Stato gli 8 miliardi di euro necessari a ricostruire la regione devastata dal sisma. Un decreto nelle cui pieghe ha messo il naso il vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini, scoprendo che lo stanziamento sarebbe molto inferiore a quanto annunciato (5,8 miliardi anziché 8) e la cifra dovrebbe essere erogata su un arco temporale di 23 anni, tra il 2009 e il 2032.
"Di questi fondi -scrive infatti Giannini-, 1,152 miliardi sarebbero disponibili quest'anno, 539 milioni nel 2010, 331 nel 2011, 468 nel 2012, e via decrescendo, con pochi spiccioli, per i prossimi 23 anni. Da dove arrivano queste soldi? Il governo ha spiegato poco".
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Il Corriere racconta la periferia che mette in crisi la Svezia
Il compassato modello svedese stavolta è messo a dura prova. Basta andare a Rosengard, quartiere popolare di Malmö, terza città della Svezia e dirimpettaia di Copenhaghen, a cui è collegata dal famoso ponte sull'Öresund. Per il Corriere della Sera lo ha fatto l'inviato Paolo Salom, che ne da' conto in un reportage pubblicato oggi, primo di una serie di "Viaggi nelle città dell'integrazione difficile".
A Malmö, su 270 mila abitanti centomila sono stranieri, per lo più concentrati a Rosengard e dintorni. Nel quartiere, in cui è cresciuto anche il campione interista Zlatan Ibrahimovic, ci sono "cento e più nazionalità", come racconta Stefan Alfelt, corrispondente locale di Aftonbladet, uno
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Madre e figlia, sfrattate, trovano riparo nella loro Smart
Un datore di lavoro non ti rinnova il contratto, l'Inail vende la tua casa e ti ritrovi sulla strada. Letteralmente. E' successo a una mamma di Milano, Loredana Minopoli, 47 anni, costretta a dormire sulla sua Smart nel parcheggio di un supermercato di periferia, insieme alla figlia Valentina, 20 anni. Lei almeno un lavoro ce l'ha: è estetista e il suo stipendio consente a lei e a sua madre di mangiare e di mantenere un livello dignitoso di cura personale.
Da quando il marito se n'è andato, Loredana non è sta più in grado di pagare l'affitto dell'appartamento dell'Inail in cui viveva con Valentina e un altro figlio, trasferitosi a Savona. E, con 20mila famiglie in lista d'attesa per un alloggio popolare, per i prossimi mesi
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All'estero sparano nelle scuole, da noi si ammazzano tra loro
L'età dell'innocenza non c'è più. Notizia di oggi: a Baku, città petrolifera dell'Azerbaigian, uno studente ha fatto irruzione nel suo ateneo uccidendo otto compagni e un insegnante, prima di togliersi la vita (leggi da Corriere.it). E questo è solo l'ultimo episodio di una tragica serie di stragi scolastiche, inaugurata nel 1999 con l'eccidio di Columbine, Colorado, dove due ragazzi entrarono armati nella scuola uccidendo 12 compagni, un insegnante e ferendo altre 24 persone, prima di togliersi a loro volta la vita. Un episodio che sconvolse il mondo, raccontato dal regista Michael Moore in un documentario da Oscar (Bowling a Columbine, 2002).
Dopo quella strage, la furia omicida nelle aule scolastiche è esplosa di nuovo: negli
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Il frontman, noto per l'impegno antimafia, è stato rinviato a giudizio perché non iscritto all'ordine
Farà discutere il rinvio a giudizio emesso dal pubblico ministero di Palermo, Paoletta Caltabellotta, nei confronti del direttore di "Telejato", Pino Maniaci, accusato di "esercizio abusivo della professione di giornalista".
Maniaci conduce ogni giorno il telegiornale dagli studi della sua emittente, sulle cui onde ha più volte fatto nomi e cognomi delle famiglie dei boss della zona di Partinico, che lo hanno più volte contestato e querelato e dai quali ha ricevuto minacce.
Grazie al suo lavoro, Pino Maniaci ha ormai conquistato notorietà nazionale tra
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Un monologo da non perdere
Il giovane Roberto Saviano, autore del bestseller Gomorra, continua a raccogliere critiche e consensi. Comunque la si pensi, il monologo andato in onda l'11 marzo a "Che tempo che fa", la tramissione di Fabio Fazio su Rai3, è un raro esempio di televisione che fa cultura, da rivedere su Youtube.
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Un giornalista inglese si fa assumere da Amazon e scopre una realtà di sfruttamento e precariato.
Il sito del Corriere della Sera riporta la sintesi di un reportage del Times online che svela il lato oscuro dell'e-commerce a basso costo. Un giornalista del quotidiano inglese si è infatti fatto assumere presso una delle filiali britanniche di Amazon, colosso dell'e-commerce che per evadere la grande mole di ordini in arrivo durante le feste sta facendo ricorso a migliaia di dipendenti occasionali.
"Il resoconto del reporter inglese -scrive Alessandra Carboni del Corriere- ha rivelato che il trattamento riservato ai dipendenti è praticamente al limite della legalità: il lavoro è
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Si chiamano Louis, Laurent o Marie, ma vogliono diventare Abdel, Said o Rachida.
Sono nati in Francia e si chiamano Louis, Laurent o Marie, ma vogliono diventare Abdel, Said o Rachida.
Presso i tribunali francesi aumentano le richieste di cambio di nome da parte dei figli dei migranti, destando preoccupazione in uno stato che scommette sul melting pot per creare una comune cultura nazionale.
Così, i figli di coppie provenienti da Algeria, Tunisia e Marocco stanno ribaltando la vecchia usanza secondo cui gli immigrati dalle vecchie colonie davano nomi francesi ai loro bambini. Mossi da un sentimento di non appartenenza ai loro nomi “gallico-cristiani”, i giovani stanno incontrando resistenza presso i giudici, riluttanti a concedere quello che vedono come un rifiuto della Francia. Per cambiare il proprio nome, infatti, la legislazione francese richiede il
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