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Andrea Rottini (Redattore)
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  • Africa

    Un libro svela le complicità dei media nel genocidio ruandese.

    "La radio e il machete". Un titolo che ben esprime l'efferata dinamica del genocidio ruandese: hutu contro tutsi, almeno 937 mila persone trucidate nella mat­tanza dei cento giorni, con la connivenza della radio di Stato, «che rese la carneficina una cosa di cui parlare senza vergogna». Parola di Fonju Ndemesah Fau­sta, autore de "La radio e il machete. Il ruolo dei media nel genocidio in Ruanda"(Infinito edizioni, pp. 144, euro 12, recensito dal quotidiano Avvenire.

    «Servendosi della lingua parlata in tutto il Paese, il Kinyarwanda, e a­busando del grande rispetto che i ruandesi avevano per le informa­zioni date dalle radio importanti, i genocidari –spiega Ndemesah Fausta– produssero un mondo do­ve il pensiero genocidario era la norma, sia per le vittime che per gli assassini». "Nel processo internazionale

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