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Andrea Rottini (Redattore)
redazione@terre.it
  • America

    NYT e Wiki "silenziano" le notizie sul reporter rapito. Che si salva.

    Può esserci una censura a fin di bene? A quanto pare sembra di sì: è il caso, molto particolare, della notizia del rapimento del giornalista del New York Times, David Rohde, tenuto in ostaggio dalle milizie talebane in Pakistan per sette mesi fino al 20 giugno scorso, quando è riuscito a fuggire insieme a un collega.

    Per proteggere il suo reporter, il quotidiano newyorchese ha adottato una politica di basso profilo sulle notizie che lo riguardavano, "nella speranza di non far salire il "valore" di Rohde agli occhi dei rapitori e così riuscire a liberarlo senza troppi clamori", come spiega Nicola Bruno in un articolo pubblicato da Corriere.it. Per raggiungere il suo obiettivo, il NYT non solo ha persuaso i direttori di 35 grandi testate a fare altrettanto, ma ha convinto anche Wikipedia a non pubblicare i "post" di utenti che volevano aggiornare il profilo del giornalista rapito. Per la più famosa enciclopedia collaborativa di internet è una vera rivoluzione. A fin di bene.

    Per sette lunghi mesi il New York Times è riuscito a tenere bassa l'attenzione dei media sul caso di David Rohde, il reporter sequestrato in Pakistan dalle milizie talebane e rimasto in ostaggio fino allo scorso 20 giugno, quando è riuscito a fuggire insieme ad un collega.

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