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Andrea Rottini (Redattore)
redazione@terre.it
  • America

    Un fotografo Usa nelle camere dei giovani militari caduti all'estero.

    Da non perdere questo portfolio fotografico pubblicato dal New York Times online: nel realismo del bianco e nero, riprende le stanze di alcuni dei 5mila soldati americani morti sul fronte nelle guerre degli ultimi anni, dall'Afghanistan all'Iraq.

     

     

  • Asia

    Storie di bambini speciali, raccontate da un giornalista speciale.

    Jaume Sanllorente era solo un giovane giornalista spagnolo, finché cinque anni fa è andato in vacanza in India. A Mumbai ha incontrato i volti di Pooja, Lakshmi, Priyanka, Kunal, Noor: grandi sorrisi su piccoli corpi di bambini mendicanti, lebbrosi, amputati, costretti ad abitare nei quartieri più poveri e malfamati della metropoli, in alcuni dei quali ci si prostituisce a soli 7 anni.

    Quella vacanza ha cambiato la sua vita: "la scelta di prendersi carico dei bimbi di un orfanotrofio a rischio di chiusura, la decisione di fondare un’organizza­zione per gestire il progetto, e infine il grande salto: trasferirsi in India per mettere tutta la propria vita a servizio delle piccole vittime della miseria, dell’i­gnoranza, dello sfruttamento", come scrive Chiara Zappa nella sua bella intervista su Avvenire.

    «Il fat­to è che avevo deci­so di salvare quaran­ta bambini bisogno­si – racconta Sanllorente

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  • America

    California: in vendita i semi per far nascere i sosia delle star hollywoodiane

    Deliri americani: come racconta la corrispondente del Corriere, Alessandra Farkas, "la California Cryobank, una banca dello sper­ma attiva da oltre trent’anni, ha lan­ciato un servizio per offrire ai propri clienti gli spermatozoi di donatori sele­zionati in base alla loro somi­glianza a star del cinema, sportivi e leader politici".

    Insomma, fra qualche anno potrebbero nascere le brutte copie di Al Pacino o del presidente Obama: ma per fare un grande attore o un presidente che passerà alla storia, francamente, ci vuole altro.

  • America

    Quando il cibo-spazzatura porta alla paralisi.

    Il Corriere della Sera riporta la prima parte di un'inchiesta pubblicata dal New York Times che mette in luce le voragini dell'industria alimentare americana. Pochi fondi, mancanza di controlli, imprenditori senza scrupoli. Gli ingredienti che hanno portato la ventiduenne Stephanie Smith a rischiare la vita dopo aver mangiato un hamburger surgelata comprata al supermercato. Dentro la polpetta, anziché carne di Angus selezionata e di prima qualità come riportato dall'etichetta, c'era un "impasto immondo, fatto di ritagli di mattatoio pieni di grasso e di una poltiglia ottenuta centrifugando i resti degli

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  • America

    Un giovane artista gira gli States per raccogliere le storie della gente.

    "C'è modo e modo di affrontare la crisi economica. Soprattutto se si viene travolti e si resta senza reti di protezione -scrive il Corriere della Sera online-. Come è accaduto da 10 mesi ad Aaron Heideman, un artista 29enne dell'Oregon (nella foto), che si è trovato nel giro di poco tempo a dormire nel suo furgone, l'ultima proprietà.

    Ma invece che stare fermo, Aaron ha deciso di investire gli ultimi soldi in carburante e di attraversare gli Usa, raggiungendo tutti i luoghi dove la recessione ha fatto più danni. Ha già attraversato 20 stati, con un obiettivo: incontrare le persone che come lui avevano perso tutto, o quasi, e farsi raccontare le loro storie. «Voglio solo raccogliere racconti» spiega. Alcuni li hanno scritti direttamente sulla carrozzeria del furgone".

  • Medio Oriente

    Dall'Arabia Saudita arriva "NakaTube".

    Prendete YouTube e toglietegli tutti i video con le allusioni sessuali, le musiche e i messaggi ritenuti "profani" dalle tradizioni e consuetudini islamiche. E' quello che fanno fatto in Arabia Saudita, creando "NaqaTube" (Naqa, in arabo, significa puro), raccolta di video privi di elementi considerati impuri dalla morale islamica che si affianca a IslamicTube, ArabTube, VideoArab e altri siti di video sharing musulmani. 


  • I parenti dei 75 migranti si erano fatti vivi il 14 agosto.

    I parenti delle 75 vittime della tragedia del mare a Lampedusa avevano contattato il collega Gabriele Del Grande, ideatore del blog Fortress Europe, per avere informazioni sui loro cari in viaggio verso l'Italia. Ecco il racconto.

    "Lo scorso 14 agosto abbiamo ricevuto una email da Malta, in cui ci chiedevano se sapevamo niente di un gommone con 80-85 eritrei a bordo, tra cui 25 donne, che avrebbe dovuto lasciare le coste libiche intorno al 29 luglio -si legge nel blog creato da Gabriele Del Grande-. Da vari Paesi d'Europa i familiari dei passeggeri chiedevano notizie sulla loro sorte, inquieti. Abbiamo risposto di no, che non c'era stato nessuno sbarco di quelle dimensioni e che probabilmente erano stati respinti anche se non ci risultava una notizia di un simile respingimento. Escludevamo infatti che dopo 15 giorni l'imbarcazione potesse essere ancora alla deriva. Non è possibile passare inosservati con tutto il traffico di pescherecci e mezzi di pattugliamento che c'è nel Canale di Sicilia con il mare buono. Abbiamo sbagliato".

  • Asia

    La politica del figlio unico ha ucciso 400 milioni di bambini.

    Quattrocento milioni di persone in meno negli ultimi trent'anni. E' l'orribile risultato della politica demografica cinese denun­ciato dal dissidente Harry Wu, autore del recente "Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina" (Gue­rini e Associati, pagine 185, euro 21,50), intervistato dal quotidiano Avvenire.
  • Mondo

    C'è chi dice che il G8 sia al capolinea. Cosa diventerà?

    "All’Aquila il G8 è davvero arrivato al suo canto del cigno -scrive Franco Venturini sul Corriere della Sera di oggi-. Non perché abbia sfigurato, nella preparazione e nei risultati, rispetto alla maggioranza delle riunioni precedenti. Non perché sia tramontata la voglia, sempre viva e sempre utopica, di un «governo mondiale» il più pos­sibile ristretto. Ma piuttosto perché, a forza di cambia­re, il mondo non può più permettersi il lusso di un salotto buono troppo selezionato".

    Così, mentre già si prepara il G14 di Pittsburgh a settembre e il presidente francese Sarkozy annuncia che il G8 del 2011 in Francia sarà "come minimo un G13", ci si interroga sul futuro dei vertici internazionali. Più o meno grandi.

  • Mondo

    All'Aquila il premier cinese non c'è, ma è come se ci fosse.

    Il primo ministro cinese, Hu Jintao, è tornato a Pechino in tutta fretta per occuparsi della repressione degli Uiguri, proprio alla vigilia del G8. Il suo governo ha decretato la pena di morte per i responsabili delle violenze più gravi perpetrate nel corso delle rivolte nello Xinjiang, durante le quali, secondo fonti non ufficiali, hanno già perso la vita oltre 600 persone. Ma su queste vicende, che coinvolgono i diritti umani del colosso asiatico, gli "otto grandi", riuniti all'Aquila, hanno preferito non esprimersi.

    In ogni caso, secondo Franco Venturini del Corriere della Sera, "il G8 dell'Aquila, ieri, non è rimasto orfano del presidente Hu Jintao (...) perché gli Otto hanno mostrato coraggio decisionale proprio là dove Hu Jintao, prima di rientrare improvvisamente a Pechino, aveva comunicato al presidente di turno Berlusconi il suo scetticismo: nella difesa dell'ambiente".  Ed è proprio sulla riduzione delle emissioni inquinanti che si giocherà la partita più delicata con Pechino. Con buona pace degli Uiguri.

  • Mondo

    La mappa pubblicata dal quotidiano Avvenire.

    "Si va a votare a scadenze fisse. C’è un parlamento, ci sono magistrati la cui indipendenza è scritta nera su bianco su carte costituzionali impeccabili. Ci sono diversi mezzi d’informazione, di diverso colore politico, e ci sono diversi partiti che concorrono alle elezioni. C’è tutto quello che ci dovrebbe essere, insomma, perché si possa parlare di democrazia -dice Edoardo Castagna, giornalista di Avvenire-: eppure, questi Paesi democrazie non sono. Rispettano, apparentemente, tutti i crismi della forma democratica, ma ne tradiscono la sostanza: è impossibile mandare a casa chi sta governando".
  • Mondo

    Il vertice di Mosca tra Obama e Medvedev alla vigilia del G8.

    "Dormono nello stesso letto, ma non fanno gli stessi sogni". Una formula usata dal premier cinese Zhou Enlai ai tempi della prima distensione tra America e Urss che, Franco Venturini del Corriere della Sera, è valida ancora oggi per Barack Obama e per il tandem Putin-Medvedev che governa la Russia.

    Intanto, alla vigilia del G8, il New York Times rispolvera un articolo di Obama pubblicato nel 1983 su Sundial, giornale universitario della Columbia University. Nel servizio, intitolato "Spezzare la mentalità della guerra", il futuro presidente sognava un mondo del tutto nuclearizzato (leggi qui, in italiano, la sintesi pubblicata da Corriere.it).

  • America

    Tutti i temi caldi alla vigilia del G8 e dell'incontro con il Papa.

    Alla vigilia del G8 e del primo incontro ufficiale con Benedetto XVI, Barack Obama ha concesso una lunga intervista a un gruzzolo di giornalisti nella Roosevelt room della Casa Bianca. Tra i cronisti c'era anche Elena Molinari di Avvenire, l'unico quotidiano italiano presente all'incontro.

    Un pezzo da non perdere, dove Obama affronta i temi di politica estera che saranno al centro del dibattito al G8 dell'Aquila, ma anche le domande sulle questioni che più lo allontanano dalla posizione della Chiesa cattolica, in particolare sul diritto alla vita e sulla concezione del matrimonio.

  • Africa

    Un libro svela le complicità dei media nel genocidio ruandese.

    "La radio e il machete". Un titolo che ben esprime l'efferata dinamica del genocidio ruandese: hutu contro tutsi, almeno 937 mila persone trucidate nella mat­tanza dei cento giorni, con la connivenza della radio di Stato, «che rese la carneficina una cosa di cui parlare senza vergogna». Parola di Fonju Ndemesah Fau­sta, autore de "La radio e il machete. Il ruolo dei media nel genocidio in Ruanda"(Infinito edizioni, pp. 144, euro 12, recensito dal quotidiano Avvenire.

    «Servendosi della lingua parlata in tutto il Paese, il Kinyarwanda, e a­busando del grande rispetto che i ruandesi avevano per le informa­zioni date dalle radio importanti, i genocidari –spiega Ndemesah Fausta– produssero un mondo do­ve il pensiero genocidario era la norma, sia per le vittime che per gli assassini». "Nel processo internazionale

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  • America

    NYT e Wiki "silenziano" le notizie sul reporter rapito. Che si salva.

    Può esserci una censura a fin di bene? A quanto pare sembra di sì: è il caso, molto particolare, della notizia del rapimento del giornalista del New York Times, David Rohde, tenuto in ostaggio dalle milizie talebane in Pakistan per sette mesi fino al 20 giugno scorso, quando è riuscito a fuggire insieme a un collega.

    Per proteggere il suo reporter, il quotidiano newyorchese ha adottato una politica di basso profilo sulle notizie che lo riguardavano, "nella speranza di non far salire il "valore" di Rohde agli occhi dei rapitori e così riuscire a liberarlo senza troppi clamori", come spiega Nicola Bruno in

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  • Mondo

    Ma mamma, sei proprio sicura?

    Entro il 2010 la metà del pesce sulle nostre tavole arriverà da allevamenti intensivi, spesso i­nefficienti e inquinanti. E' l'allarme lanciato da un recente articolo del settimanale inglese The Economist, ripreso ieri dal quotidiano Avvenire.

    "Nel settore dell’itticoltura vengono utilizzati pesticidi, antibiotici e ormoni per la crescita -scrive Anna Maria Brogi-. A peggiorare le cose è il fatto che i Paesi con più lunga tradizione appartengono a quelle zone del mondo in rapido sviluppo, a partire dal Sudest asiatico, dove le regole non esistono o ven­gono facilmente trasgredite".

    Fatelo leggere alla mamma che vi raccomanda di mangiar bene. E poi compratevi una canna da pesca.

  • Medio Oriente

    In Iran si continua a morire. E il web registra tutto.

    Neda non è sola. Dopo l'uccisione della giovane donna uccisa sabato scorso durante le grandi manifestazioni di piazza a Teheran, la feroce repressione ordinata dagli ayatollah continua a spargere sangue.

    Un gruppo di iraniani residenti a Parigi ha raccolto dal web i video che testimoniano le violenze del regime, organizzandosi come una sorta di "ufficio stampa online" di quanto sta accadendo in Iran, che dopo la rivolta democratica dell'"Onda verde" è ormai diventato off limits per la stampa straniera. Ne da' conto Viviana Mazza sul sito del Corriere della sera con tutti i link ai video raccolti dagli "iraniani parigini".

  • Medio Oriente

    Il NYT fa un ritratto della giovane uccisa durante le manifestazioni.

    Neda Agha-Soltan's era una bella ragazza. Ventisei anni, insegnante di canto, "amava la libertà ma non era un'attivista della politica". Nonostante questo, sabato scorso era scesa in piazza a Teheran, insieme a migliaia di altri cittadini, per esprimere il proprio dissenso per le procedure di conteggio dei voti alle recenti elezioni politiche iraniane e la successiva, violenta repressione delle proteste della società civile da parte del governo degli ayatollah.

    Parte un colpo d'arma da fuoco, Neda è colpita in pieno petto. Cade a terra, riesce appena a bisbigliare qualcosa, muore nel giro di pochi istanti. Una videocamera riprende tutto e la morte

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  • Europa

    Mediajournalism: Le monde racconta le carceri francesi.

    La vita nelle carceri francesi, attraverso le immagini e le voci di quattro detenuti raccolte dai giornalisti di Le monde.

    Molto interessante la tecnica utilizzata, un montaggio di fotografie corredato dalle vive voci dei protagonisti, sul modello dei servizi del sito americano Media Storm, fondato dal giornalista Brian Storm e sostenuto dal Washington Post: un esempio di come si possa fare un giornalismo di grande qualità e di grande resa, anche su internet.

  • Medio Oriente

    La propaganda di Ahmadinejad usa (male) il fotoritocco digitale.

    Il collega Fausto Trucillo, sempre molto attento, ha scovato in rete la notizia riportata dal fotografo iraniano Mohammad Kheirkhah, che ha svelato i trucchetti usati dal regime di Ahmadinejad per moltiplicare a dismisura le fotografie dei sostenitori del presidente iraniano.

     

    L'immagine sotto accusa (qui sopra) è apparsa martedì 9 giugno sul quotidiano conservatore Kayhan, pubblicato dall'omonimo istituto sotto la diretta supervisione dell'ayatollah Khamenei. Osservandola, l'occhio esperto di Kheirkhah ha fatto notare che la propaganda del contestato presidente iraniano ha usato in modo grossolano lo strumento "cloning" del popolare programma di fotoritocco Phothoshop, che consente di riempire uno sfondo moltiplicando più

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  • Medio Oriente

    I video di Andrea Nicastro, dal cuore della rivolta.

    L'Iran è in rivolta: date le restrizioni alla libertà di stampa imposte dal regime degli Ayatollah, sono particolarmente preziosi i video dell'inviato del Corriere a Teheran, Andrea Nicastro.

    Per riflettere, da leggere anche il contributo del filosofo francese Bernard Henry-Levy.

  • Europa

    Apre la clinica per cuori infranti.

    Un vostro amico ha il cuore infranto? Potete raccoglierne i cocci e imbarcarlo sul primo volo per Amsterdam. No, non per proporgli sbronze di birra o altri diversivi poco ortodossi, ma per mandarlo al Vu Medical University Center: una clinica vera e propria dove verrà accolto da medici e psicologi, pronti a curarlo con la terapia dell'ascolto e tecniche psicologiche, come racconta il corrispondente del quotidiano La Stampa.

     

     

  • America

    I lettori del New York Times raccontano la loro vita ai tempi della recessione.

    Living with less, vivere con meno. In tempi di crisi economica, la gente si arrangia come può, escogitando trucchi e stratagemmi per risparmiare sul bilancio della vita quotidiana.

    Il New York Times dà spazio alla testimonianze e alle esperienze della gente con video, storie e fotografie da tutto il mondo, a cui dedica una sezione del proprio sito.

     

  • Asia

    Lo scrittore cinese Ma Jian rievoca i giorni della protesta, repressa con il massacro del 4 giugno 1989.

    "Duemila anni fa, meditando sull'ininterrotto fluire del tempo, Confucio rivolse lo sguardo a un fiume, sospirò e disse: "Ciò che passa è così, non si ferma mai, giorno e notte...". In Cina il tempo può sembrare simultaneamente immobile e inarrestabile. Il Massacro di Tienanmen, che venti anni fa sconvolse Pechino, provocò la morte di migliaia di cittadini inermi, cambiò per sempre la vita di milioni di cinesi, pare oggi relegato nel Ventesimo secolo, dimenticato o ignorato, mentre la Cina prosegue la sua cieca corsa verso

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  • Asia

    Il dissenso viaggia in rete. E mette alla berlina i potenti di Pechino.

    La Repubblica popolare ha un tribunale popolare, democratico e rivoluzionario come solo internet può essere, che smaschera i silenzi e le connivenze dei potenti. Come racconta Federico Rampini, il web è il mezzo da cui passa la nuova protesta dei cinesi contro la nomenklatura che governa il più popoloso paese del mondo.

    "La mobilitazione prende spunto anche da fatti di cronaca nera, che rivelano il risentimento popolare verso i potenti -dice l'inviato di Repubblica-. La cameriera di un karaoke-bar uccide a pugnalate un avventore che la molestava sessualmente; la polizia l'arresta ma il popolo di Internet

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  • Europa

    "L'Espresso" indaga sull'agroalimentare controllato dalla mafia.

    "La mafia è in tavola, tra la verdura e la frutta". Lo dice Paolo Biondani del settimanale L'Espresso, autore di un'inchiesta sulla "longa manus" della malavita organizzata sul settore agroalimentare italiano.

    "Per misurare l'assurdità dei meccanismi di funzionamento di questo settore-vetrina del made in Italy, uno dei pochi che in teoria sarebbero in grado di resistere alla crisi, basta entrare in uno a caso dei grandi supermercati all'ingresso di Vittoria, capitale siciliana del pomodoro ciliegino (la versione senza marchio del più celebre Pachino)

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  • Europa

    Ecco perché l'Italia attrae meno laureati della Turchia.

    "Xenofoba non per razzismo ma per pi­grizia, clientelismo, gelosia accademica e professionale. Risultato: su 20 milioni di laureati dei paesi Ocse che arricchisco­no i paesi nei quali si sono trasferiti, quelli che hanno scelto l’Italia sono lo 0,7%. Meno di quanti hanno scelto la Tur­chia".

    Lo dice oggi Gian Antonio Stella sul Corriere della sera, anticipando i dati di un rapporto che verrà presentato sabato prossimo a Pisa, dal titolo «Brain Drain and Brain Gain» or­ganizzato alla Scuola Superiore «Sant’An­na » dalla fondazione Rodolfo

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  • Europa

    Viaggio a Neukölln, il quartiere berlinese dell'integrazione mancata.

    "Ci sono gli alberi, tanti, le strade sono pulite, le case sembrano decenti, i ristoranti etnici accettabili. Non siamo in un ghetto. Siamo però nel regno dell'autoisolamento, delle comunità chiuse: turchi con turchi, tamil con tamil, arabi con arabi e via dicendo per 139 etnie. Integrazione mancata da Ventunesimo Secolo, muri, degrado, subculture e conflitti coperti dallo Stato sociale che dipinge i condomini. Sotto la crosta urbana, umanità alla deriva".

    Danilo Taino, corrispondente del Corriere della Sera dalla Germania, descrive così il quartiere di Neukölln a Berlino, un'enclave dove la criminalità è del 40% più

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  • Europa

    A giugno, un ex clandestino verrà ordinato prete.

    Il diacono Marra Bangaly, che presta il suo servizio nella chiesa di piazza Esquilino, è arrrivato in Italia 16 anni fa.

    Clandestino, di famiglia islamica osservante, si è convertito e a giugno sarà ordinato prete dal cardinale Tettamanzi.

    Una storia da non perdere, raccontata da Repubblica. Per ricordarci che l'Italia multietnica è già una realtà.

     

  • Europa

    Milano: un Regio decreto del 1931 detta legge anche nel 2009

    Una parte di Milano è multietnica, l'altra non vuole esserlo. La città in cui risiedono ormai più di 200mila stranieri (fonte: Ismu, 2008) vive una schizofrenia in cui gli immigrati possono fare qualsiasi cosa, dalle badanti ai pony express, ma non guidare un mezzo pubblico dell'Atm.

    Colpa di un Regio decreto (sì: "Regio") in vigore dal 1931, che impedisce agli stranieri di guidare un tram, una metropolitana, un autobus.

    Così, un giovane marocchino di 19 anni, regolare e diplomato in una scuola professionale italiana per elettricisti, ha fatto ricorso al tribunale del lavoro contro l'Atm-Azienda trasporti milanesi che, dicono i suoi legali, "assume soltanto cittadini italiani

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  • Europa

    "Repubblica" mette il naso nel decreto del Governo per la ricostruzione dell'Abruzzo.

    Lo hanno ribattezzato "Decreto Abracadabra", un titolo ironico per indicare la "magia" di estrarre dal cilindro delle casse dello Stato gli 8 miliardi di euro necessari a ricostruire la regione devastata dal sisma. Un decreto nelle cui pieghe ha messo il naso il vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini, scoprendo che lo stanziamento sarebbe molto inferiore a quanto annunciato (5,8 miliardi anziché 8) e la cifra dovrebbe essere erogata su un arco temporale di 23 anni, tra il 2009 e il 2032.

    "Di questi fondi -scrive infatti Giannini-, 1,152 miliardi sarebbero disponibili quest'anno, 539 milioni nel 2010, 331 nel 2011, 468 nel 2012, e via decrescendo, con pochi spiccioli, per i prossimi 23 anni. Da dove arrivano queste soldi? Il governo ha spiegato poco".

  • Europa

    Il Corriere racconta la periferia che mette in crisi la Svezia

    Il compassato modello svedese stavolta è messo a dura prova. Basta andare a Rosengard, quartiere popolare di Malmö, terza città della Svezia e dirimpettaia di Copenhaghen, a cui è collegata dal famoso ponte sull'Öresund. Per il Corriere della Sera lo ha fatto l'inviato Paolo Salom, che ne da' conto in un reportage pubblicato oggi, primo di una serie di "Viaggi nelle città dell'integrazione difficile".

    A Malmö, su 270 mila abitanti centomila sono stra­nieri, per lo più concentrati a Rosengard e din­torni. Nel quartiere, in cui è cresciuto anche il campione interista Zlatan Ibrahimovic, ci sono "cento e più nazionalità", come racconta Stefan Alfelt, cor­rispondente locale di Aftonbladet, uno

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  • Europa

    Madre e figlia, sfrattate, trovano riparo nella loro Smart

    Un datore di lavoro non ti rinnova il contratto, l'Inail vende la tua casa e ti ritrovi sulla strada. Letteralmente. E' successo a una mamma di Milano, Loredana Minopoli, 47 anni, costretta a dormire sulla sua Smart nel parcheggio di un supermercato di periferia, insieme alla figlia Valentina, 20 anni. Lei almeno un lavoro ce l'ha: è estetista e il suo stipendio consente a lei e a sua madre di mangiare e di mantenere un livello dignitoso di cura personale.

    Da quando il marito se n'è andato, Loredana non è sta più in grado di pagare l'affitto dell'appartamento dell'Inail in cui viveva con Valentina e un altro figlio, trasferitosi a Savona. E, con 20mila famiglie in lista d'attesa per un alloggio popolare, per i prossimi mesi

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  • Europa

    All'estero sparano nelle scuole, da noi si ammazzano tra loro

    L'età dell'innocenza non c'è più. Notizia di oggi: a Baku, città petrolifera dell'Azerbaigian, uno studente ha fatto irruzione nel suo ateneo uccidendo otto compagni e un insegnante, prima di togliersi la vita (leggi da Corriere.it). E questo è solo l'ultimo episodio di una tragica serie di stragi scolastiche, inaugurata nel 1999 con l'eccidio di Columbine, Colorado, dove due ragazzi entrarono armati nella scuola uccidendo 12 compagni, un insegnante e ferendo altre 24 persone, prima di togliersi a loro volta la vita. Un episodio che sconvolse il mondo, raccontato dal regista Michael Moore in un documentario da Oscar (Bowling a Columbine, 2002).

    Dopo quella strage, la furia omicida nelle aule scolastiche è esplosa di nuovo: negli

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  • Europa

    Il frontman, noto per l'impegno antimafia, è stato rinviato a giudizio perché non iscritto all'ordine

    Farà discutere il rinvio a giudizio emesso dal pubblico ministero di Palermo, Paoletta Caltabellotta, nei confronti del direttore di "Telejato", Pino Maniaci, accusato di "esercizio abusivo della professione di giornalista".

    Maniaci conduce ogni giorno il telegiornale dagli studi della sua emittente, sulle cui onde ha più volte fatto nomi e cognomi delle famiglie dei boss della zona di Partinico, che lo hanno più volte contestato e querelato e dai quali ha ricevuto minacce.

    Grazie al suo lavoro, Pino Maniaci ha ormai conquistato notorietà nazionale tra

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  • Europa

    Un monologo da non perdere

    Il giovane Roberto Saviano, autore del bestseller Gomorra, continua a raccogliere critiche e consensi. Comunque la si pensi, il monologo andato in onda l'11 marzo a "Che tempo che fa", la tramissione di Fabio Fazio su Rai3, è un raro esempio di televisione che fa cultura, da rivedere su Youtube.

  • Medio Oriente

    L'inviato Lorenzo Cremonesi riesce a entrare nella Striscia, evitando il divieto d'ingresso ai giornalisti

    Il "Corriere della Sera", con il suo inviato Lorenzo Cremonesi, penetra nella Striscia di Gaza passando dall'Egitto, per testimoniare l'arrivo dei feriti e dei morti negli ospedali palestinesi.

     

     

  • America

    La polizia americana registra un aumento delle denunce dei furti in negozi e grandi magazzini.


    La crisi economica fa aumentare i taccheggi nei negozi americani.

    Dai cd all'abbigliamento, nel 2008 i furti messi a segno nei negozi e grandi magazzini americani sono aumentati fino al 20% rispetto al 2007, secondo i dati forniti dai commissariati di polizia statunitensi.

    Come riporta il New York Times, ogni giorno negli Stati Uniti viene sottratta merce per 35 milioni di dollari (25 milioni di euro circa) e circa un americano su 11 almeno una volta si è dedicato al taccheggio, attività che aumenta sotto le festività natalizie. Un fenomeno in aumento, quindi, ma comunque sottostimato, dal momento che non tutti i furti vengono denunciati e che spesso i negozianti si limitano

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  • Europa

    Un giornalista inglese si fa assumere da Amazon e scopre una realtà di sfruttamento e precariato.

    Il sito del Corriere della Sera riporta la sintesi di un reportage del Times online che svela il lato oscuro dell'e-commerce a basso costo. Un giornalista del quotidiano inglese si è infatti fatto assumere presso una delle filiali britanniche di Amazon, colosso dell'e-commerce che per evadere la grande mole di ordini in arrivo durante le feste sta facendo ricorso a migliaia di dipendenti occasionali.

    "Il resoconto del reporter inglese -scrive Alessandra Carboni del Corriere- ha rivelato che il trattamento riservato ai dipendenti è praticamente al limite della legalità: il lavoro è

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  • America

    Non mangi tutto quello che hai nel piatto? In qualche ristorante della Grande Mela, il conto sarà più salato.

    "In tempo di crisi nulla va sprecato, soprattutto il cibo. È quello che deve aver pensato il proprietario di un ristorante giapponese di New York che ha deciso di far pagare un 3% in più ai clienti che lasciano qualcosa nel loro piatto". Lo racconta un articolo pubblicato dal sito de "Il Giornale". 

  • Europa

    Si chiamano Louis, Laurent o Marie, ma vogliono diventare Abdel, Said o Rachida.

    Sono nati in Francia e si chiamano Louis, Laurent o Marie, ma vogliono diventare Abdel, Said o Rachida.

    Presso i tribunali francesi aumentano le richieste di cambio di nome da parte dei figli dei migranti
    , destando preoccupazione in uno stato che scommette sul melting pot per creare una comune cultura nazionale.

    Così, i figli di coppie provenienti da Algeria, Tunisia e Marocco stanno ribaltando la vecchia usanza secondo cui gli immigrati dalle vecchie colonie davano nomi francesi ai loro bambini. Mossi da un sentimento di non appartenenza ai loro nomi “gallico-cristiani”, i giovani stanno incontrando resistenza presso i giudici, riluttanti a concedere quello che vedono come un rifiuto della Francia. Per cambiare il proprio nome, infatti, la legislazione francese richiede il

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  • America

    Libri prodotti in proprio e venduti in strada: è il nuovo fenomeno letterario della Grande Mela

    Storie aspre e intrise di violenza, che gli afroamericani del Queens trasportano dalla loro vita alle pagine di libri prodotti in proprio e venduti in strada dagli stessi autori. E' l“Urban fiction”, un fenomeno che sta diventando un caso letterario, ora ospitato anche sugli scaffali delle biblioteche pubbliche, come testimonia il New York Times.

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