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Miriam Giovanzana (direttore editoriale)
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non spezzerà una canna già incrinata
  • Da non perdere

    Un direttore va in ospedale, e interroga i superstiti. E la cronaca diventa coscienza.

    Avrebbe potuto mandare un cronista. Avrebbe potuto anche non dar seguito alla notizia, per quanto tragica. Invece Ezio Mauro, il direttore di Repubblica, pur nel mezzo della lunga battaglia contro Berlusconi in cui ha impegnato tutto il suo giornale, ha preso ed è andato in ospedale a Palermo. A guardare in volto due dei superstiti di una delle pagine più tragiche della nostra storia di respingimenti (tecnicamente, per il gommone con le 78 persone partito dalla Libia e alla deriva per oltre venti giorni nel Mediterraneo, non si può parlare di "respingimento", ma certo 73 morti su 78, questo il tragico finale, sono il risultato della politica, inumana e ingiusta, che si nasconde dietro questa parola così legalitaria, così rotonda e tranquillizzante). E ne è uscito un pezzo di cronaca da non perdere, da leggere, a prescindere dall'attualità. Perché il volto delle nostre paure, confrontato con quello delle nostre vittime, ormai è attualità di tanti nostri giorni. Sì, da leggere. Ogni volta, e sarà quasi sempre, che faremo naufragio assieme alla nostra umanità.

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