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Miriam Giovanzana (direttore editoriale)
miriamgiovanzana@terre.it
non spezzerà una canna già incrinata
  • Da non perdere

    Il contadino che ha sfidato i talebani per votare

    Per noi è facile la retorica della democrazia. In Afghanistan chi ha votato ha sfidato la violenza dei talebani, rischiando mutilazioni e vita. Come Lal Mohammad, 40 anni, padre di nove figli, a cui sono stati tagliati naso e orecchie. L'inviato del Corriere della sera, Lorenzo Cremonesi, lo ha incontrato in ospedale a Kabul, e qui ne racconta la storia, e il coraggio. Un articolo da leggere. Per seguire con rinnovata attenzione, la forza e la storia di gente che s'affaccia alla democrazia rischiando la vita. Anche con un gesto, quello di votare, che per noi è diventato banale, talvolta (secondo alcuni) superfluo.



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  • Da non perdere

    Un direttore va in ospedale, e interroga i superstiti. E la cronaca diventa coscienza.

    Avrebbe potuto mandare un cronista. Avrebbe potuto anche non dar seguito alla notizia, per quanto tragica. Invece Ezio Mauro, il direttore di Repubblica, pur nel mezzo della lunga battaglia contro Berlusconi in cui ha impegnato tutto il suo giornale, ha preso ed è andato in ospedale a Palermo. A guardare in volto due dei superstiti di una delle pagine più tragiche della nostra storia di respingimenti (tecnicamente, per il gommone con le 78 persone partito dalla Libia e alla deriva per oltre venti giorni nel Mediterraneo, non si può parlare di "respingimento", ma certo

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  • Da non perdere

    Imprese vere: una storia da conoscere di rugby e passione.

    “Non è necessario che capiate le regole del gioco. Per ritrovare l'etica e l'estetica dello sport vi basterà vedere Jonny Wilkinson segnare e subito ringraziare i suoi compagni, umile e bellissimo tra i tanti lungagnoni…”. Comincia così l’articolo di Francesco Merlo del febbraio 2007, ma da leggere e rileggere: racconta di come lo sport torna ad essere impresa vera, e il giornalismo scoperta.

  • Da non perdere

    Ci sono articoli che meritano di essere letti e riletti. Come questo, scritto da Roberto Saviano, autore di "Gomorra", sulle pagine di Repubblica il 22 settembre 2008.

    "I responsabili hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no". Comincia così l'articolo del giovani giornalista-scrittore che fa nomi e cognomi della criminalità organizzata in Campania, pochi giorni dopo la strage di 6 africani a Castel Volturno (ma i morti ammazzati in meno di sei mesi sono 16): nell'articolo ci sono i nomi dei killer, ma anche dei boss e dei mandanti, e i luoghi

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